23 febbraio 2007

perché a noi converrebbe un Prodi 2

Facciamo una premessa. La classe dirigente della sinistra italiana è la più sopravalutata d’Europa. Il suo livello di capacità politica è inversamente proporzionale all’immagine che di questi geni cerca di darci quotidianamente il circo mediatico dei grandi analisti; facendo credere che boiardi spiritisti, grigi burocrati del vecchio Pci, quarte file dell’antica congregazione cattocomunista e radicali in libera caduta, possano essere leader politici.
Questa premessa è necessaria per capire che il pantano in cui si trova oggi il nostro paese non è causato semplicemente da una sbagliata legge elettorale, come vorrebbero far credere molti accorti e furbetti commentatori (che si dimenticano di dire che la sinistra ha vinto di 24.000 voti alla Camera ma ha perso di oltre 400.000 –quattrocentomila!!!!- voti al Senato e che senza quella legge che garantiva il premio di maggioranza a base regionale, al Senato ci sarebbe una netta maggioranza di centrodestra). Il pantano è colpa innanzitutto di una classe politica senza visione strategica, accecata da odio ideologico e da fame di potere ed incapace di una minima prospettiva a medio termine.
Quando un anno fa il Cavaliere, all’indomani di un’elezione che aveva spaccato in due il Paese senza lasciare molte prospettive, propose l’idea di una Grosse Koalition, ci fu qualcuno che nei Ds e nella Margherita ci pensò un po’ su, non ritenendola un’idea del tutto peregrina. Un’intuizione ardita e seria, troppo seria per questo Paese e per la sua classe dirigente, per i suoi poteri forti (che allora erano ancora tutti schierati dietro l’illusione prodiana), per una classe intellettuale e giornalistica che, come al solito, era talmente imbevuta di antiberlusconismo da non capire la follia di un governo costruito sul nulla e retto dal voto di un senatore dell’Oceania o dall'effetto dell'aspirina su Scalfaro. Alla fine la proposta cadde nel vuoto. Imprigionati in quell’imbroglio apocalittico che sono state le loro primarie, i leader della sinistra non ebbero il coraggio di forzare la mano e dire a Prodi che aveva fallito prima ancora di cominciare. E lui, che aveva intuito che una mossa del genere lo avrebbe liquidato definitivamente, rispose con arroganza, strafottenza, anticipando i tempi del suo incarico, convinto che avrebbe governato con l’aiuto dei suoi spiriti e soprattutto che sarebbe bastata la solita indecente gestione del potere di cui lui è maestro, e la logica del ricatto (senza di me tutti a casa!) per garantire equilibrio all’interno di una maggioranza inesistente. Il problema è che Prodi non ha mai voluto accettare il fatto che il vero leader dell’Unione è Berlusconi e non lui; che quello che tiene unito il centro-sinistra è il Cavaliere e che, se potessero, i suoi elettori a Prodi lo manderebbero a pedalare sul K2 (senza bombole di ossigeno).
Quello che è successo in questi giorni era ampiamente prevedibile e infatti su questo blog scamuffo l'avevamo previsto...
qui e anche qui.
Ora, come uscire dalle sabbie mobili in cui questa sinistra irresponsabile ha gettato il Paese? In una democrazia seria, una crisi di governo come questa, irreversibile perché in realtà procede da 9 mesi e non si lega ad un semplice voto di Senato, si risolverebbe in un modo solo: con lo scioglimento delle Camere e le elezioni anticipate. Ma questa non è una democrazia seria. E, al di là dei convenevoli istituzionali, non bisogna dimenticare che al Quirinale siede un signore che si chiama Giorgio Napolitano, che per carità non è Scalfaro, ma che è stato eletto come si elegge un segretario di una sezione del Pci del Mugello, con lo scopo principale di arginare la prevedibile crisi dell’esecutivo. Aspettarsi da Napolitano un atto di coraggio ora è improbabile. Magari fra 30 anni, come sull’Ungheria e sulle Foibe, ci dirà che ha sbagliato, ma per ora proverà a dare un’altra chance a Prodi. Quindi escluse le elezioni anticipate (che comunque il centrodestra fa bene a continuare a chiedere per tenere il fiato sul collo a una maggioranza in netta difficoltà), due sono le ipotesi percorribili: un governo tecnico o un Prodi 2.
Se a sinistra ci fosse qualcuno dotato di intelligenza politica non avrebbe dubbi: governo tecnico per un anno, un anno e mezzo, il tempo per modificare la legge elettorale, per fare le riforme più scottanti (a partire da quella delle pensioni), ma soprattutto per trovare un minimo sbocco per un Partito Democratico senza il quale la sinistra è finita. I Ds sono in mezzo a un guado perché sono loro a pagare il prezzo più alto di questo disfacimento: finché saranno impegnati a coprire le cazzate di Prodi, della sinistra radicale, a mettere la faccia su ogni fallimento del governo, la crisi di consensi continuerà e nello stesso tempo non avranno né lucidità, né energia per costruire il Pd senza il quale sono finiti. La Margherita ha più opzioni attraverso il canale neo-centrista ma i Ds no: rischiano la liquefazione. E in questo momento per la loro coalizione, il pericolo viene più dal centro che dalla sinistra radicale che ha dimostrato di sapersi vendere per due lire.
Un governo tecnico consentirebbe loro di uscire da una situazione che in realtà non controllano più, ma questo sarebbe un ragionamento da classe politica capace di avere una visione più profonda.
Quindi con la solita stupida arroganza punteranno ad un Prodi 2 con o senza rimpasto. Per altri 6-7 mesi al massimo continueranno in questa pantomima di fasi nuove, nuovi programmi (come se non ne bastava uno di 281 pagine), nuove fratture, nuove liti, mercanteggiamenti; crisi isteriche di decadenti signore che offendono il governo di cui fanno parte per poi votare a favore; 6-7 mesi di annunci di lealtà indistruttibile, di doppigiochi, di ipocrisie; magari stavolta non andranno a Caserta ma direttamente a Versailles.
Un governo tecnico servirebbe anche al centro-destra per liquidare Prodi e dimostrare l’inconsistenza della nuova primavera ulivista; per ridefinire i paletti di scelte strategiche, in politica estera e in politica economica, per arginare le derive in campo etico e recuperare pace sociale. Ma se sarà un Prodi 2, paradossalmente, gli unici a trarne vantaggio saranno proprio Berlusconi Bossi e Fini.
I 12 punti imposti da Prodi già negano il motivo stesso per cui il centro-sinistra esiste. Sarà uno spettacolo. Basterà aspettare, ramazza in mano, il tempo necessario: poi spazzare via le ultime briciole di questa sinistra suicida e riprendere in mano il paese. Sedute spiritiche permettendo...
update del 24 febbraio: come volevasi dimostrare. Il Presidente della Repubblica ha rinviato Prodi alle Camere. Salvo sorprese torna il governo dei fantasmi. In questo blog inizia il conto alla rovescia prima del crollo finale. Accettiamo scommesse...

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23 Comments:

Anonymous Robinik said...

Sono convinto che tu abbia ragione... ma un Prodi bis non lo reggerei proprio. Sarebbe un insulto.

Sperare in una coalizione AN-FI-DS-Margh che faccia quello che va fatto e poi elezioni è impossibile vero? :(

Ciao!

febbraio 23, 2007  
Blogger Hobbit said...

hai perfettamente ragione domani il compagno Napolitano varerà questo prodi 2 che sarà solo l'ennesima sconfitta per un paese che nn vuole fare passi avanti e che nn vuole modernizzarsi con politici che fanno la morale a noi poveri destrorsi e poi si vendono per 2 lire, i 12 punti sono un insulto all'intelligenza, anche i muri sanno che quel documento è fondato su un solo punto:l'antiberlusconismo, tutto il resto è pura e semplice ipocrisia, il manifesto stamattina diceva:meglio elezioni che servi di prodi se questo è l'inizo del prodi bis...poveri noi.
saluti

febbraio 23, 2007  
Blogger ugofc81 said...

Caro Anarca, sono d' accordo con te.
Robinik, per reggere un prodi-bis basta leggere le dichiarazioni di Galan: "Nessuno mi credera’, ma io spero che il Governo Prodi non cada. Questo Governo deve durare ancora quel tanto che aiuti gli italiani a capire che cosa significhi essere nelle mani dei Diliberto, dei Ferrero, dei Pecoraro o di Franca Rame"

http://www.forza-italia.it/notizie/arc_10340.htm

febbraio 23, 2007  
Anonymous Anonimo said...

sono convinto di quello che dici. Anche se un po' fa rabbia rivedere Prodi a governare ancora dopo lo scempio che ha prodotto in questi 9 mesi. Ma stavolta non gli basteranno le sedute spiritiche. Prepariamoci a tornare al governo e a cancellare questa stagione vergognosa :-))
Carlitos

febbraio 24, 2007  
Blogger jo said...

"magari stavolta non andranno a Caserta ma direttamente a Versailles"

ahahah sei impareggiabile!

febbraio 24, 2007  
Blogger Martin Venator said...

ciao robinik ben trovato. Si è impossible e in fondo a che pro dovremmo essere noi oggi a accettare una grande coalizione in una situazione come questa?

Hobbit, dai 12 punti sono scomparsi i "Dico". l'illustre arcigay Grillini ha già fatto sapere che scenderà in piazza a marzo. Cioé questi sono pronti a protestare di nuovo contro il governo di cui fanno parte prima ancora che il governo venga rimesso in piedi. Hai qualcosa da consigliarmi per farmi smettere di ridere??? ;-)

Ugo, io Galan lo vorrei in qualche ruolo istituzionale nel prossimo governo di centro-destra. Tra poco.

Carlitos, abbiamo un lavoro da terminare ;-)

Jo, volevo scivere Aquisgrana...;-)

febbraio 24, 2007  
Blogger ugofc81 said...

Questo commento è stato eliminato dall'autore.

febbraio 24, 2007  
Blogger ugofc81 said...

Anarca, Galan è uno stronzo di prima categoria, il suo ruolo non lo ingabbia nel politicamente corretto e quando deve dire una bastardata non se la risparmia.
Qualche tempo fa il suo concorrente (sconfitto) alle elezioni regionali Massimo Carraro si dimise dal Consiglio Regionale perché in dsaccordo con gli altri consiglieri di centrosinistra che a suo avviso avevano rinunciato a combattere contro la maggioranza. Galan rispose "Caro M.C. (da tempo nominava il consigliere solo con le iniziali), non te ne andare, anche se con la tua assenza la mia opposizione ne guadagnerà in qualità."
È un piacere averlo come Governatore.

febbraio 24, 2007  
Blogger Martin Venator said...

"Caro M.C." è geniale. Galan futuro ministro per i rapporti con il Parlamento allora...

febbraio 24, 2007  
Anonymous Anonimo said...

Penso che da questa analisi, manchi il fattore follini, che su republica a dichiarato di votare la fiducia per il prodino bis, ma che conterà tra qualche giorno o al massimo qualche mese un affiancamento dell' udc, perchè lui conosce molto bene l'amico casini
Alessandro

febbraio 24, 2007  
Anonymous Anonimo said...

Conosco anch'io abbastanza bene Casini; conosco in particolare il suo elettorato, e posso assicurare all'amico Alessandro che sarebbe per lui una mossa politicamente folle prestarsi a governare al fianco di Diliberto, Giordano, Rizzo e simili personaggi. La cosa funzionerebbe solo con l'espulsione forzata di questi ultimi dal Governo, prospettiva irrealizzabile senza gravi problemi di piazza e di sicurezza pubblica, visto l'elettorato che costoro rappresentano. Quindi la presenza di Casini al fianco di Prodi, con queste strutture, è da considerarsi a mio parere impossibile, a meno che egli non decida consapevolmente di suicidarsi. Woody

febbraio 24, 2007  
Anonymous KrilliX said...

avessero le palle i Ds non si farebbero logorare così. ma a caval donato non si guarda in bocca.
che continuino così, si facciano del male :)

febbraio 24, 2007  
Anonymous Dile said...

«Se cade Prodi lo scenario più rispettoso della volontà degli elettori è che si vada a votare: non vedo francamente maturare condizioni e larghe coalizioni politiche o di governi tecnico-istituzionali, mi paiono ipotesi di scuola, del tutto legittime, ma senza alcun grado di realismo che possa far credere che siano scenari praticabili».Piero Fassino su Repubblica, 30 ottobre 2006
«L’alternativa al governo Prodi è un rapido ritorno alle urne» Anna Finocchiaro su Il Mattino, novembre 2006
«Se vinciamo e si fa il governo a quel punto non esiste una via di mezzo: se cado o i miei mi fanno cadere si va al voto» Romano Prodi pochi giorni prima delle elezioni 2006....Quando si dice la serietà al governo!

febbraio 24, 2007  
Anonymous Peter said...

Scusate saro io strano...ma il bis non si chiede quando una cosa è piaciuta molto?..

febbraio 24, 2007  
Anonymous Gigi Massi said...

"non arrivano al panettone" / part two

febbraio 25, 2007  
Anonymous Anonimo said...

la verità vera, e che nessuno nota, è la totale debolezza del centrodestra.Il governo vivacchierà anche, ma dall'altra parte non c'è la minima idea di dove andare. Berlusconi sembra intontito, Casini favoleggia riforme alla tedesca, Fini aspetta che muoia Silvione (non muore, non muore Gianfrà)...hanno perso l'occasione decisiva: Prodi non cade più e, anzi, temo l'effetto boomerang per la destra con uno sfilacciamento drammatico della Cdl (o di quel che ne resta)...in attesa dell'arrivo del messia w.v.
saluti

febbraio 27, 2007  
Blogger David TTT said...

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