09 febbraio 2007

Il complotto di Condy e Camillo

Alla fine, scava scava, tra le scemenze di questa sinistra sempre più fuori dalla realtà, non poteva mancare una sana, linda, gioconda e soprattutto convincente teoria del complotto. Sia chiaro, un complottino, mica una di quelle cospirazioni universali che segnano i grandi movimenti della storia tipo "i Protocolli dei savi di Sion" o "11 settembre by Giulietto Chiesa"... che diamine un po' di pudore va conservato. Ma quanto basta per rendere ancora più ridicolo il tentativo disperato di tenere insieme i pezzi di una coalizione che ormai si regge solo su logiche di potere, trovando spiegazioni a debolezze e contraddizioni che in realtà sono tutte scritte nel dna di questa sinistra allo sbando.
Il genio che stavolta ha tirato fuori dal cilindro l’ossessione complottista è una femminuccia che sembra uscita fuori da un cortometraggio in bianco e nero degli anni '70 sul cinema dell’impegno: Rina Gagliardi, firma illustre tra i paleantropi del comunismo nostrano e delle cui riflessioni acute e sensate ci eravamo già interessati su
questo altro post.
Scrive la Gagliardi
su Liberazione: "Il disegno è chiaro e passa per un patto di ferro tra due grandi poteri: il Vaticano e il governo americano. Per capirci: Sua eminenza il cardinale Camillo Ruini e Condoleeza Rice faranno di tutto, da qui ai prossimi due mesi, per far cadere il governo Prodi". A dire il vero l’avevamo sospettato anche noi che Prodi e la sua gang non fossero molto simpatici a preti e yankees. Ma un'analisi così sofisticata non l'avremmo mai potuta fare. Continua la Gagliardi: "E' un tam tam che gira nei palazzi della politica, noi non possiamo garantirvi che si tratti di una notizia certa, o di una verità politica dimostrata. Non dubitiamo invece della sua credibilità". Chiaro no? Non è detto che sia vera ma è credibile. E in epoca in cui chi governa è meno credibile di una seduta spiritica, aggrapparsi a un "tam tam" per risolvere le contraddizioni diventa una sorta di terapia di gruppo, una pratica necessaria ad evitare la presa di consapevolezza del proprio fallimento.
Il ragionamento della Gagliardi continua all'interno di un'analisi che in sostanza dice: gli Usa odiano il governo Prodi per il suo profilo europeista in politica estera, profilo che questo Governo non ha perché, anche riuscendo leggere uno straccio di politica estera in questo straccio di governo, questa sembrerebbe più sudamericana che europea, visto che è difficile immaginare un ministro degli esteri inglese o tedesco passeggiare per le vie di Beirut sottobraccio ad un leader Hezbollah; mentre Chavez uno ce lo vedrebbe pure. "Prodi resta per gli americani un politico di profilo europeo. Un leader poco affidabile"… e questo in realtà non solo per gli americani.
Il Vaticano odia il governo Prodi innanzitutto perché Ruini ce l’ha personalmente con lui da quando il professore è sceso in politica (sic), poi perché questa storia dei Pacs che non si chiamano Pacs ma Dico, la Cei non l’ha mangiata proprio giù. "Ci si sono messi tutti, dalle prediche domenicali di Ratzinger, ai cardinali con gli incubi di Satana. Fino al non possumus del giornale dei vescovi, che ha il sinistro sapore del sillabo di Pio IX e del peggior clericalismo neotemporalistico".
E così, tra la definizione non molto educata di "intrigante" riservata al Presidente della Conferenza Episcopale e sbraiti anti-americani la Gagliardi conclude la sua gustosa analisi convinta che oltreoceano e oltretevere stiano congiurando per "logorare l’Unione, anzi frantumarla e seppellirla, cacciare Prodi e D’Alema, andare ad un anno e mezzo o due di governo neocentrista, riformare la legge elettorale nel senso indicato dai referendari, ovvero nel senso di recidere per la sinistra radicale e per Rifondazione comunista ogni vera possibilità di rappresentanza, inaugurare, insomma, la terza Repubblica: ecco il programma che, chissà, Camillo può avere spiegato a Condy". Già chissà. Fosse vero, sarebbe un programma più dignitoso di quello dell'Ulivo. Del resto, a noi reazionari, sapere di avere alleati gli Usa e il Vaticano ci rassicura molto di più che sperare di avere alleati Montezemolo e Nanni Moretti. Ma inevitabilmente il pensiero della Gagliardi fa scuola e alla fine si trasforma in delirio quando se ne appropriano intelligenze ancora meno brillanti come quella dell’On. Russo Spena che in questa intervista dichiara che ci sono: "reazioni preoccupanti di poteri esterni alla democrazia parlamentare, che sono a-democratici perché non rispettano la dialettica parlamentare".
Il problema è che da sempre le teorie complottiste servono a ridurre la complessità della politica, i fattori che determinano rapporti di forza, i punti di debolezza, alla propria incapacità di leggere la storia; servono a spiegare il mondo semplificando le dinamiche e chiudendole dentro gabbie ideologiche. Le teorie complottiste servono a non capire. Forse la sinistra farebbe bene a riflettere sui limiti di un progetto politico che non è un progetto ma un'accozzaglia di giochi di potere, di interessi di gruppi che imprigionano un governo che ha sempre meno autorità e sempre più contraddizioni in parte storiche, in parte culturali, in parte responsabilità di una classe dirigente che non vuole capire questo Paese ma solo dominarlo.
Che Stati Uniti e Chiesa italiana siano preoccupati di dove sta andando il nostro Paese dopo neanche un anno di questo governo, ci rassicura del fatto che non siamo soli nel giudizio. Forse la Gagliardi dovrebbe accettare il fatto che a sperare che Prodi se ne vada a casa, non sono solo "Condy e Camillo", ma la stragrande maggioranza degli italiani. E magari trarne le conseguenze…
Immagine: Vincenzo Camuccini, Morte di Giulio Cesare, 1798

19 Comments:

Anonymous Fiandri said...

Anarca, di là dalle (sciocche) teorie complottiste, non ci vuole molto a capire che sia la Chiesa, sia l’attuale amministrazione gli Stati Uniti, hanno qualche interesse nel criticare chi rivendichi una maggiore autonomia dalle loro posizioni: si tratta di pro se declarationes, che francamente non sono in grado di rassicurare molto. Anche perché allora si potrebbe ricordare la posizione di Giovanni Paolo II sulla guerra in Iraq.

È più corretto, a mio parere, domandarsi che cosa ci sia di fondato nelle critiche mosse da Condy e Camillo, a prescindere dalla provenienza di queste critiche. Chiedersi, insomma, che cosa è sbagliato nei fatti. Nei fatti, ad esempio, la missione in Afghanistan è stata rifinanziata. Nei fatti non mi pare che la disciplina sulle coppie di fatto tolga diritti alla famiglia fondata sul matrimonio.

Piuttosto che aggrapparsi alla sottana di Condy e Camillo, piuttosto che prendere le dichiarazioni del singolo per elevarle a politica del governo, pur di ripetere a mo’ di mantra quanto schifo fa la sinistra e tirar fuori la menata del dna (dobbiamo fare lo stesso con ciò che diceva Borghezio?), dovremmo cercare di parlare delle cose. Non credi?

febbraio 09, 2007  
Blogger Martin Venator said...

Ciao Fiandri, ben trovato. Se dobbiamo parlare delle cose non capisco cosa c'entri Giovanni Paolo II e l'Iraq. Io me la ricordo bene la posizione della Chiesa sulla guerra... leggermente più articolata e complessa rispetto alle riduzioni pacifiste.
Il problema è che in politica laddove si presenta un vuoto (di potere, di auctoritas, di decisione) qualcuno prova a riempirlo. Ed è quello che sta avvenendo qui dove si verifica un vuoto di sovranità. Ma il vuoto di sovranità è colpa di chi sta al governo e non è in grado di imporre una linea in politica estera così come nella politica interna.
Nei fatti l'Italia ha smesso di avere una politica estera coerente con il suo ruolo occidentale. Anzi, ha smesso proprio di avere una politica estera. Dagli abbracci agli hezbollah, alle critiche agli interventi militari in Africa contro Al Quaida (unico paese europeo) alla manfrina sull'Afghanistan, alla ridicola situazione della base Usa di Vicenza (con un governo che pur di non decidere prova a scaricare su un'amministrazione locale le proprie responsabilità). Quanto basta per preoccupare. La lettera dei 6 ambasciatori è qualcosa di una gravità estrema su cui dovremmo riflettere seriamente perché quello è un fatto che misura il crollo della credibilità italiana presso i suoi alleati; altro che complotto.
Nei fatti questo governo ha fatto di tutto per alimentare la diffidenza della Chiesa, visto che uno dei primi atti del governo Prodi fu provare a rimettere in discussione la legge 40, votata da un parlamento trasversale e confermata dal fallimento di un referendum, con un'operazione subdola.
Il problema è che sono proprio i fatti a preoccupare.
Comunque si, dovremmo fare lo stesso anche con Borghezio...

febbraio 09, 2007  
Anonymous Fiandri said...

Caro Anarca, lo so anche io che cosa ha detto Giovanni Paolo II sul conflitto in Iraq e mi pare che certe interpretazioni della destra italiana siano vere e proprie acrobazie dialettiche. Ma non è di questo che volevo parlare, te lo avevo portato come esempio per spiegare che il plauso o la critica della Chiesa, di per sé, non rendono buona o cattiva la politica, dal momento che anche il papa rappresenta un potere, ed ha interessi da tutelare.

La politica estera italiana potrà non piacerti, non non puoi dire che non esiste. A me pare che più che sui fatti ti concentri sul contorno: vedi la manfrina e non vedi che la missione in Afghanistan è stata rifinanziata e prosegue, negli stessi termini in cui fu iniziata dal governo Berlusconi. Parli della ridicola situazione della base di Vicenza, e dimentichi che a Vicenza l’ampliamento della base vi sarà. Ti preoccupi per le critiche degli ambasciatori e la perdita di credibilità verso gli alleati, e ometti di dire che la Nato ha dovuto precisare che non c’entrava niente con quella lettera, che l’ambasciatore romeno è stato sconfessato dal proprio governo, che l’unico governo ad aver difeso l’iniziativa è stato quello olandese (il quale ha chiarito che gli altri Paesi... non erano stati avvisati), che l’ambasciatore Spogli ha detto di apprezzare e condividere l’impegno italiano in Afghanistan. Sugli attacchi americani in Somalia ti sbagli: anche Francia e Germania li hanno criticati.

Sulla questione della legge 40 e delle operazioni subdole, taccio per decoro :)

febbraio 10, 2007  
Anonymous Anonimo said...

La Chiesa rappresenta un potere...
Mai sfiorato l'idea che la Chiesa sia l'espressione di una fede e in quanto tale sempre coerente con la stessa .....................
Acrobazie dialettiche certe interpretazioni della destra italiana...----Di fronte a un così scellerato governo sia in politica estera che in politica interna bisogna avere una bella faccia di bronzo a criticare... le acrobazie dialettiche della destra....
Ermanno Di Salza

febbraio 10, 2007  
Anonymous Anonimo said...

Dimenticavo mi ricordo che i compagniucci comunisti urlarono al complotto americano anche quando gli ungheresi cercarono di opporsi ai democratici carri armati sovietici e lo stesso dicasi per la primavera di Praga......se i fatti contraddicono l'ideologia allora neghiamo i fatti .....è un'abitudine per gli ex post neo comunisti................
Ermanno Di Salza

febbraio 10, 2007  
Blogger Chris said...

Posto il fatto che D'Alema non mi piace e mai mi piacerà, il fatto del "sottobraccio ad Hezbollah" forse è stata l'unica cosa sensata fatta fino ad adesso, perchè all'epoca i nostri soldati stavano là. Non c'era altra scelta. Certo di dubbio gusto e spinta dall'Antiamericanismo latente, ma comunque al quel punto andava fatta. Molto più abberrante e strategicamente disarmante l'apertura ad Hamas di Prodi appena due giorni dopo l'esito dello spoglio del 9 di Aprile dando poi la colpa (mai che si prenda qualche responsabilità) ad Al Jazzera. Il tuo post è bello, ma io mi chiedo come sia possibile analizzare il giornale "Liberazione" che tutto è tranne che libero ed intelligente. Se proprio ci dobbiamo scontrare facciamolo almeno con il "Manifesto" che è molto più intelligente nonostante sia basato su una ideologia criminale come il comunismo. Lasciamo questi saccenti giornalisti al loro triste destino.
La forza di questa sinistra sta senz'altro nella sua debolezza. Sul ciglio del burrone si sta sempre più attenti a dove si mettono i piedi. Quello di cui si deve preoccupare Prodi non è tanto la fragile coalizione di governo che si ritrova, ma la nuova frattura sociale che ha creato. Non si accorgerà di questo (perchè è un borioso e presuntuoso, oltre che mistificatore) è finira prima del mandato il suo governo proprio per questo motivo. Ne sono assulutamente convinto. Ciao.

febbraio 11, 2007  
Blogger ladyoscar said...

anarca, fatico a seguirti perché non riesco neanche a seguire me stessa, questo periodo.

anche perché, mannaggia a te, i tuoi post sono devastanti per lunghezza, anche se eccellenti per stile e contenuto.

però ogni tanto passo di qua a fare...toc toc...

febbraio 12, 2007  
Blogger poetessarmata said...

che altro avrà da dire questa sinistra..dopo le nuove BR???

febbraio 13, 2007  
Blogger textman said...

La cosa che mi lascia sempre da pensare in questi casi è quanto i complottisti nostrani sopravvalutino se stessi, agli occhi del mondo. Come se Condollezza Rice e Camillo Ruini avessero tempo da perdere nel perseguitarli.

febbraio 15, 2007  
Anonymous gattasofia said...

grande!
è sempre un piacere leggerti :-)

febbraio 17, 2007  
Anonymous Anonimo said...

GLI EDITORIALI DI ANTONELLO DE PIERRO DIRETTORE DI ITALYMEDIA.IT



Finalmente liberi!

di Antonello De Pierro

Era ora! La legge che pone fine all’obbligatorietà del servizio di leva è finalmente una realtà. Termina così la girandola di amarezze e delusioni che la stragrande maggioranza dei nostri giovani, chiamati ad assolvere gli obblighi di leva, è stata da sempre costretta ad incassare, perdendone abbondantemente il conto. Il festival dell’ingiustizia, delle assegnazioni e dei trasferimenti incredibili, decisi al tavolo delle raccomandazioni e dei clientelismi, senza nessuna logica o pudore di sorta: soldati spediti da Palermo a Udine, braccia “rapite” dallo Stato a famiglie bisognose, e rampolli privilegiati, parcheggiati nell’ufficio dietro casa. Il Rubicone della vergogna, attraversato sfacciatamente dai burattinai degli uffici di leva e delle caserme, muovendo inesorabilmente i fili del destino di ragazzi impotenti, spesso sacrificati sull’altare di frustrazioni personali dei superiori, finalmente sta per prosciugarsi. La “pacchia” dei graduati, abilissimi nel sottomettere giovani inermi, facendosi scudo con le opinabilissime leggi militari, che schiacciano, marciandoci sopra con i cingoli, la loro dignità, inizia a intravedere il tramonto. Chi pulirà le caserme, i “cessi” putridi e puzzolenti, le stanze e gli uffici degli ufficiali e dei “marescialloni” spocchiosi? Chi spazzerà i cortili per ore, spettacolo preferito dalle pupille dei graduati, attenti affinché venisse raccolta anche la “cicca” più minuscola (ottimo esercizio per chi avesse voluto impiegarsi come operatore ecologico al termine del servizio di leva, ma perfettamente inutile per la formazione di un soldato)?Chi impartirà lezioni gratuite di latino, greco, matematica o fisica ai figli “somari” di colonnelli e generali, quando il ragazzo laureato preferirà affrettassi a trovare qualche spiraglio nel muro di gomma del mondo del lavoro, piuttosto che seppellire un anno della sua vita nello squallido grigiore di una caserma? Particolarmente difficile appare in questi giorni penetrare quel guscio di riservatezza, che protegge come un’armatura l’universo militare dal mondo dei civili. Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito ha dribblato con sorprendente abilità la richiesta di un’intervista da parte del nostro giornale. Ma noi, che non amiamo assolutamente mettere il morso alla nostra inarrestabile voglia di verità, non possiamo sorvolare su gravi episodi legati alla moritura “naja”, nutrendoci al banco della nostra esperienza diretta, dove troviamo ricordi che ancora passeggiano vivi nella nostra memoria. Come possiamo non toglierci il sassolino dalla scarpa, foderandoci gli occhi con il prosciutto, di fronte alla verità che preme per scivolare tra le righe di un foglio provvisorio di giornale? Per ognuno un film lungo un anno e con all’incirca lo stesso copione, fatto di angherie, soprusi, arbitrarie privazioni della libertà personale. Un anno trascorso vivendo di nulla ai margini del nulla, con la rassegnazione pronta a spegnere immediatamente qualsivoglia ruggito di vitalità. Finalmente si volta pagina. Agli occhi di chi scrive la memoria mette a fuoco fotogrammi spaventosi. Ragazzi avviluppati dalla spirale del sistema militare, privati della volontà, della dignità stessa di esseri umani, ridotte a puro sussurro. Costretti a subire turpiloqui e ingiurie a più non posso, senza la possibilità di reagire; a mangiare con le mani e ad elemosinare un bicchiere d’acqua nella desolazione dell’Ospedale Militare di Firenze; a dormire con cinque coperte e cinque maglioni in gelide camerate senza riscaldamento (naturalmente nelle camere confortevoli degli ufficiali il caldo era insopportabile); a subire incredibili atti di “nonnismo”, a fare flessioni sulle braccia, portando il naso a due dita da una nauseante quantità di “merda”, troneggiante in bella mostra sul biancore di una “turca”. E molto altro congelato nei file mnemonici degli sventurati protagonisti. Spesso qualcuno più debole non ha retto e ha deciso di chiudere i conti con la vita prima del congedo. Con sorprendente rapidità, sugli scandali sanguinolenti, è sceso sempre puntualmente il velo del silenzio e dell’omertà.
Tutto ciò sarà presto finito. Finalmente!

http://www.italymedia.it

febbraio 19, 2007  
Blogger Catone Il Censore said...

La volete sapere la più divertente? In ambienti anarchici gira la convinzione che lo scandalo BR sia creato ad arte per fare il paio con lo scandalo di catania, nel quale sono coinvolti giovani di Forza Nuova.
Al che sorge spontanea una domanda... E l'arsenale del pacifista?
Ovvio: l'ha messo Berlusconi.

A noi fa ridere, ma c'è gente che lo crede davvero...

febbraio 20, 2007  
Anonymous motore di schietti said...

PROVATE A RIFLETTERE SU COME LAVORANO I NEMICI DELL'UMANITA' ALL'INTERNO DELLA VOSTRA ORGANIZZAZIONE


Di solito per mettersi d'accordo su qualsiasi cosa si impiegano ore, secoli, non si riesce mai a trovare l'accordo su niente, sono sempre tutti in disaccordo e non si riesce a mettersi d'accordo neanche sulla pizzeria in cui andare a cenare o il colore della carta di un volantino

Poi all'improvviso su certe tematiche o azioni chiaramente devianti verso il nulla, all'improvviso sono quasi tutti d'accordo.

Di raccogliere informazioni per autoprodursi il motore di Schietti, non se ne parla, scatta subito il litigio. Col Motore di Schietti , gratis, con l'elettrocatalisi si può produrre idrogeno in casa propria e l'idrogeno va benissimo nelle macchine a metano.

Un bella raccolta firme che ci tenga impegnati un mese e che ci faccia spendere un sacco di soldi per dei fogli che poi verranno riposti in un cassetto invece sono subito tutti d'accordo.

Di fare un comitato di acquisti biosolidali in modo da dividere e ridurre le spese ed acquistare solo prodotti etici non si riesce nemmeno a mettersi d'accordo su un possibile elenco di 5-6 prodotti

Di andare tutti in manifestazione come pecoroni spendendo soldi in biglietti del treno, striscioni, riunioni e cose del genere, sono subito tutti d'accordo.

tutti, oddio, i nemici dell'umanità che si sono insediati nella tua organizzazione

Provate a chiedere ai vostri capi di mettere in moto qualche Dinamica Nonviolenta Schiettista... provate a vedere la risposta!

Gli agenti dei nemici dell'umanità sono dappertutto, è come durante il fascismo, il comunismo o il maccartismo

Milioni di persone sono state reclutate dalle sette, dalle cosche, dai servizi segreti e dalle logge ed ubbidiscono ciecamente ai loro capi.

E' tutto nelle loro mani.

Che fare? Qual'è la soluzione?

Elettrolisi con la Pila Zamboni o il Motore di Schietti per produrre idrogeno per alimentare le macchine a metano che vanno anche con l'idrogeno.

Comitati autonomi per la produzione clandestina di idrogeno!

Forza con la rivoluzione nonviolenta!

febbraio 21, 2007  
Blogger David TTT said...

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