26 novembre 2007

sentirsi estranei a un Tocqueville Party

Pieter Bruegel, Banchetto nuziale, 1568Non è che sia una bellissima sensazione quella dell’estraneità. Soprattutto quando uno pensava di essere a casa sua. Non un’estraneità umana ci mancherebbe. Ma politica. Il Tocqueville Party di sabato scorso a Roma è stata una grande occasione per riabbracciare vecchi amici e conoscerne di nuovi. Ma anche un momento difficile in cui misurare il livello di tensione che tocca la blogosfera di centrodestra.
L'Anarca abita ormai da due anni in questa "città dei liberi". Ha preso un monolocale in periferia e tutto sommato ci vive bene. Ogni tanto qualche vicino di blog rompe i coglioni, qualche siluro attraversa la strada e lo punta, ma in linea di massima Tocque-Ville è una bella città piena di vita. Delinquenza zero, stupidità ridotta ai minimi termini, discreta qualità dell’aria... insomma non sembra quasi una città italiana... e forse non lo è.
L'Anarca ha deciso di prendere casa qui perché gli era piaciuta assai quell'architettura un po' curiosa e futurista che qualcuno ha chiamato: Fusionismo. Cioè l'idea di abitare in un luogo dove è possibile far convivere anime diverse di quel mosaico colorato che è il progetto del partito unico del centrodestra. Per fare questo si è impegnato a costruire relazioni, a raccontare Tocqueville fuori da Tocqueville, a progettare evoluzioni, integrazioni... insomma si è dato un po' da fare per rendere la città più bella e accogliente.
Tocqueville è, per l'Anarca, una dimensione metapolitica dove la circolazione delle idee e del pensiero avviene dal basso e consente la contaminazione (va molto di moda dirlo!) di culture politiche diverse tra loro ma in grado di pensare la modernità in maniera complementare. Trovarsi in un condominio con una talebana laicista, con uno jungeriano più che intelligente ma troppo a sinistra perché troppo a destra e con un liberista libertario dall’io americano... ha qualcosa di affascinante e imperdibile. Liberali, conservatori, riformisti, identitari, laici, cattolici; forzaitalioti, aennini, leghisti ma anche socialisti, radicali in libera uscita, rappresentano una popolazione eterogenea ma in fondo desiderosa di essere parte di un grande progetto unitario. Un’idea assolutamente attuale anche in questi giorni di tempesta.
Dopo il Tocqueville Party di sabato scorso l’Anarca si domanda però se questo principio fusionista abbia ancora senso. O meglio, se prevalga ancora lo sforzo di raccordare sulla rete le sensibilità diverse che animano il pensiero non conformista o se anche in questa città dei liberi (?) inizino a comparire egemonie striscianti di nuovi guardiani da microcomizi.
Non capisco molto quello che sta succedendo nel centro-destra o in quello che rimane. Ma certi toni da pretoriani non mi hanno aiutato a capire meglio le dinamiche in atto e soprattutto le vie di uscita da questo pantano che rischia di travolgere tutti. Non che la condizione di minoranza spaventi il povero Anarca che la vive dai tempi giovanili e gagliardi delle università e delle strade da conquistare, ma il clima un po' tribunalizio contro An, contro Fini, contro l'indecenza della sua classe dirigente, contro l'indecenza della destra, contro l'indecenza degli indecenti con cui siamo stati costretti ad accompagnarci in questi anni ma meno male che adesso annamo pe' conto nostro, insomma il tono di qualche intervento di eccellenza francamente lo ha un po' sospreso. E questo clima ha toccato l'apice quando Dimitri Buffa è riuscito a parlare della "cura disintossicante" di Berlusconi perché "i liberali non hanno nulla da vedere con i socialisti, ma neanche con i fascisti e neppure con i leghisti". Punto e a capo.
Ora che si è ripreso dallo sbandamento e si è accorto che non aveva sbagliato Party ma era proprio quello di Tocqueville, l’Anarca, che non ha intenzione di mollare il progetto fusionista, si chiede se Tocqueville sia ancora il luogo adatto. Sia chiaro è una domanda retorica, poiché l’Anarca sa che Tocqueville è il luogo adatto. Solo che vorrebbe richiamare tutti a lasciare da parte le follie di questi giorni e a riflettere insieme sulle grandi sfide che ci aspettano.
Solo un'ultima considerazione: la polemologia ci insegna che la guerra nella sua tragicità, ha un elemento di razionalià poiché si pone come punto di frattura tra due monenti: la crisi della politica ed il suo ritorno. Laddove la politica non ha più gli strumenti per risolvere ragionevolmente l'antitesi interviene il conflitto che è la prosecuzione della politica con altri mezzi. Ma la polemologia ci dice anche che questo vale per le guerre contro i nemici esterni, contro l'alterità la cui conclusione è un tentativo di ridefinire i rapporti di forza e ridisegnare egemonie. C’è una guerra però che non ha alcun elemento razionale: anzi, che è quasi totalmente irrazionale e priva di senso (non storico ma politico); una guerra che produce massacri e efferatezze più di ogni altra, che più spesso si priva di regole e limiti e che produce fratture spesso insanabili: è la guerra civile. Non la guerra contro l'altro da sé, ma quella contro di sé; quella che spesso non si conclude con un trattato di pace e con il ritorno del politico nella sua dimensione razionale. Ma quella che punta a eliminare l’avversario, a cancellare le pagine di storia che potrebberlo raccontarlo. Laddove non è riconosciuta l'alterità, il conflitto perde la sua dimensione di senso e diventa pura brutalità. Vorrei solo che si capisse che la cosa peggiore di cui abbiamo bisogno in questo momento è una "guerra civile" all’interno di Tocqueville e di ciò che esso rappresenta.
L’Anarca non riesce a vedere i cittadini di Tocqueville come altro da sé. Siano essi liberali, radicali, riformisti, laicisti… li vede come parte di un'identità politica che lui cerca, portando con sé la sua memoria, il suo percorso storico e la sua frantumata identità.

Il sogno fusionista non è solo un'architettura del pensiero. E’ un progetto di governo del Paese in grado di mettere insieme le migliori culture politiche moderne, di fronte allo sfracello di quell'imbroglio intellettuale che sono le frattaglie del cattocomunismo raccolte nel PD. Il sogno fusionista che i blogger di Tocqueville hanno inseguito in questi anni non merita la fine disonorevole di affogare nella melma dei rancori e delle polemiche politiche. Aspettiamo la quiete cercando di continuare a raccordare idee e intelligenze e stimolando la classe politica a riprendere il cammino lasciato. Tanto lì bisogna tornare prima o poi.
Al prossimo Tocqueville Party allora, con meno fucili... e con molte più idee.
Immagine: Pieter Bruegel, Banchetto nuziale, 1568

56 Comments:

Anonymous inyqua said...

Da talebana laicista a catto-fascista: mica c'hai tutti i torti. Anche se devo dire che in parte concordo con quello che ha detto Dimitri Buffa: dove sta il liberismo nei fascisti (quelli veri, non quelli pensanti come te, che ahimè sono un gruppo sparuto, anche se affascinante...)e nei leghisti lo devo ancora capire.
E sul senso di esclusione lo capisco molto bene: sono mesi (uh anni oramai) che qualche deficiente mi attacca chiedendo cosa ci faccio in Tocqueville (addirittura in redazione...scandalo e tormento...) e come me i Jim Momi (ricordo che al precedente Tocqueville party era lui a sentirsi isolato...) i Cantor, ed un buon numero di libertarian (quelli veri, non quelli posticci...).
E la risposta mia è tutta in questo post: il raccordo di idee ed il rispetto reciproco. Chè magari qualcuno alla fine cambia qualche stilla delle proprie posizioni e si avvicina di più ad un'anima, piuttosto che a un'altra, ma sempre rimanendo nel girone infernale dei pensanti. E, Anarca del mio cuor, detto fra di noi, di pensanti, fra certi vetero-fascisti che affollano Tocqueville, ce ne sono mica tanti. E sono stati i primi a voler escludere e isolare (forse perchè alcuni, giovanissimi, non hanno vissuto quello che abbiamo vissuto io e te da ragazzi, l'esclusione per le idee...terribile!). E di questi, pur nello spirito fusionista, io farei volentieri a meno.
Perchè in Tocqueville non vorrei più la stupidità, la violenza, il razzismo, l'ignoranza e i paraocchi. Credo che alla fine sia quello che vorresti anche tu.
Un abbraccio laicista....

novembre 27, 2007  
Anonymous Periclitor said...

Che dire ogni tuo post è condiviso da me al 99,5%(senno ti monti la testa),ti ho fatto i complimenti a fine discorso,e te li rinnovo,citandoti nel mio post come miglior discorso del dibattito,e mi trovi d'accordo anche su questo punto,Tutti a tessere lodi a Berlusconi per questa sua uscita,e a buttare palta verso tutto il resto,senza pensare a ciò che sta intorno,e senza rispondere a domande essenziali,tipo quelle fatte da Cronache Luterane ad esempio(e quella su Storace aspetta ancora risposta a 4 occhi...)
Ciao
Fabio

novembre 27, 2007  
Anonymous KrilliX said...

Continuo ad opporre al tuo pessimismo (della ragione?) un feroce ottimismo della volontà.
uffa

novembre 27, 2007  
Blogger Corto Maltese said...

Per ricordare quanto sia fondamentale ormai la blogsfera, ho seguito tutti gli interventi su radioradicale...e confermo quanto già scritto qui: http://letteramaltese.blogspot.com/2007/11/berlusconi-e-la-tocque-ville-che.html#links

Tocque-ville che dimentica Tocqueville...caro Martin hai proprio ragione...ma alla fine, secondo te, tutti 'sti liberali-liberali...l'avranno letto Alexis?...oddio il tomo è grosso, ma io qualcosina ho spulciato ;) è perchè sono uno jungeriano intelligente?(grazie!)

novembre 27, 2007  
Anonymous Calamity Jane said...

ma no, dai... è solo che mancavo io!
CJ

novembre 27, 2007  
Anonymous mauro said...

non c'ero al party, quindi non esprimo opinioni in merito, ma sono d'accordo che tocqueville.it non deve politicizzarsi troppo (nel senso che non deve diventare un "aggregatore di partito") e che il confronto tra diversi approcci (più o meno liberali-liberisti-...) deve essere aperto e appassionato.

per quanto riguarda le reazioni alle novità dell'attualità politica, non posso fare a meno di pensare che certi entusiasmi per il "rovesciamento del tavolo" da parte di Berlusconi siano motivati in gran parte dal comportamento passato dei suoi alleati, che sono stati i primi (Casini e Fini in testa) a creare un clima di "guerra civile" all'interno della CdL, fin dai tempi del passato governo di centrodestra, dando un notevole contributo alla elusione delle riforme e alla sconfitta elettorale.
(poi anche in FI ci sono acluni "paladini delle corporazioni italiche", ma questo è un cancro nazionale)

che ci sia stata una "comunicazione" per certi versi sbagliata negli ultimi frangenti, sono d'accordo, ma globalmente mi pare che la strada sia quella giusta: visto che il bipolarismo con coalizioni eterogenee non ha funzionato, tanto vale provare con un bipartitismo "mite", aperto ad accordo ampi sulle riforme strutturali, che non sia sempre sotto ricatto da parte dei partitini del 1 virgola qualcosa per cento.

novembre 27, 2007  
Anonymous Anonimo said...

Pensa che da mesi a me piacerebbe entrare in tocqueville proprio per i motivi che dici tu, ma per ora sono riuscito a entrare solo nella lista dei cittadini. Password non ne ho ancora viste. Spero solo che nell'attesa non mi tocchi di vedere un cadavere passarmi accanto...

vincenzillo.splinder.com

novembre 27, 2007  
Anonymous Radicaliberale said...

Tocqueville è un aggregato di sfigati clericofascisti

novembre 27, 2007  
Anonymous Robinik said...

Io non capisco cosa di male e "poco liberale" ci sia nell'unico partito che ha mantenuto le promesse fatte agli elettori dal dopoguerra e che combatte contro la centralizzazione. Si ... sto parlando della Lega e si... è una risposta del ciufolo ad un post che (escluso il luogo di riferimento ovvero TQV che è relativo rispetto ai concetti) merita riflessioni e commenti non banali come questo.

Credo che ti risponderò con un post. Spero. Lo leggerai?

Un abbraccio
Rob

novembre 27, 2007  
Blogger John Christian Falkenberg said...

Personalmente, continuo a sperare che la fase attuale sia transitoria e che, chiariti i rapporti almeno fra l'ex FI e AN, si ritorni a ragionare di partito unico e non credo di essere l'unico; non ho visto ostilità particolari verso AN, ma forse ho un brutto caso di miopia selettiva. Avrei preferito una strada molto diversa, ma ci tocca scegliere il minore fra due mali.

novembre 27, 2007  
Blogger Martin Venator said...

Inyqua, cosa?... io e Jim Momo legati da un medesimo destino? Chi l'avrebbe mai detto? Ora propongo a Jim un "aggregatore degli sfigati"... nel vero spirito fusionista.. :-)

Fabio grazie ma la mia testa e' montata da tempo. Da quando l'Anarca e' stato eletto reginetto a un concorso di bellezza per clericofascisti nel 1972. Molte sono le domande che in questi giorni aspettano risposte.

Krilla, il tuo uffa mi intenerisce. Ok mi hai convinto non passo a Kilombo...

Corto fratello mio, non ho detto che sei intelligente; ho detto che sei piu' che intelligente. Non ti montare la testa: non ho detto che sei bello.

CJ, stavo per chiamarti e chiedere dove diavolo stavi sabato.

Mauro, rifondare il centrodestra non seppellirlo. Questo bisognava fare...

Vincenzillo, che dire... metto una buona parola per te al Sindaco. Sai questa e' una citta' di raccomandati.

Radicaleliberale... sogni d'oro!

Robinik, certo che lo leggero'. Voglio pensiero pero' non astio... anche perche' nel progetto fusionista, secondo me, continui ad esserci anche tu tuo malgrado.

novembre 27, 2007  
Blogger Martin Venator said...

John, d'accordo con te. E' una frase transitoria. Cerchiamo di non farci trovare impreparati quando la tempesta finira'

novembre 27, 2007  
Anonymous Radicaliberale said...

Robinik torna a zappare

novembre 27, 2007  
Anonymous Calamity Jane said...

mi piacerebbe tanto sapere cos'ha il signore qui sopra di radicale o di liberale. di neuronale, ne sono certa, nulla.
martin, e secondo te dove stavo? non mi dire che il tuo secondogenito è ancora indenne dai malanni stagionali altrimenti rosico ancora di più...
CJ

novembre 27, 2007  
Blogger Martin Venator said...

CJ, la mamma e' sempre la mamma...

novembre 27, 2007  
Anonymous KrilliX said...

dobbiamo stare tutti vicini-vicini!
ri-uffa

novembre 27, 2007  
Blogger a man said...

Aderisco al 99% all'Anarca-pensiero. L'1% che resta è perché - come JCF - io non ho visto tutto questo astio nei confronti di AN, almeno nel mainstream tocquevilliano. In qualità di stato neutrale svizzero, io non partecipo a nessuna guerra civile, anzi lavoro per un futuro di krillismo fusionista universale! :)

un abbraccio
a.man.

novembre 27, 2007  
Anonymous Calamity Jane said...

vuoi dire che mi perderò i raduni dei T-Villers per i prossimi 18 anni?
piuttosto, potrei proporre a Mancia di prevedere per i prossimi un apposito children's corner, naturalmente con pedagogiste di provata fede liberale (poi sul partito di riferimento discutiamo :-))))
CJ

novembre 27, 2007  
Blogger Abr said...

Mah, tutto 'sta spinta al defusionismo che dici non l'ho percepita nell'aria del meeting. Ma ovviamente posso sbagliarmi.
Volgio dire, nulla di nuovo rispetto a prima (condizioni al contorno politiche del Cdx a parte, ovviamente): c'e' chi al fusionismo ci crede e chi in realta' non ci ha mai creduto.

Lo si capisce da certi interventi che citi e anche da alcuni commenti qui.
La parola fusionismo ha tante accezioni, secondo chi la pronuncia; mentre le condizioni al contorno cambiano costantemente, le mentalita' invece cambiano poco: abbiamo quelli che il partito unico, quelli del rispetto distante e basta, giu' giu' sino al Kurtziano (di Apocalypse Now, non quello da'a' Rai) "exterminate all the brutes" ...
Nulla di nuovo sotto il sole.
Piacere di averti conosciuto personalmente
ciao, Abr

novembre 27, 2007  
Blogger Massimo said...

Io non c'ero, ma leggendo il tuo post desumo che ad essere entusiasti della svolta di Berlusconi siano i liberaliberistilibertari che, come scrivi si sono dimandati che c'azzeccano Lega e Destra con loro e, quindi, con Forza Italia.
Sarà bene sottolineare che tra i sostenitori di Berlusconi ci sono Rotondi e Storace e, prprio ieri, Berlusconi e Bossi si sono accordati perchè la Lega sia federata al nuovo soggetto, soluzione che, probabilmente, sarà percorsa anche con La Destra ...
Probabile che il verio fusionismo sia quello di Berlusconi, non di qualche suo superficiale esegeta:
Poi il Fini che è stato messo sul banco degli accusati, non è lo stesso che prese volontariamente parte al flop del referendum sulla fecondazione assistita del 2005 ? :-D

novembre 27, 2007  
Blogger John Christian Falkenberg said...

Da laicoliberaleberistalibertario della subfazione reazionaria ;) ti credo che lo scetticismo e gli entusiasmi fossero distribuiti in maniera particolare: da una osservazione poco scientifica, direi che per una volta "identitari" e LLL erano accomunati da una percentuale di scettici maggiore rispetto al corpaccione "moderato". I veri entusiasti mi paiono soprattutto alcuni ammiratori dei bei tempi del pentapartito, intemperanze solitarie a parte.

novembre 27, 2007  
Blogger creo said...

a me apre che invece al tcuqeville stiano quasi tutti con berlusconi da questo punto di vista

ww.creonte.splinder

novembre 27, 2007  
Anonymous Metafisico said...

bravo silvio, ora si che la destra è vera destra.
la lega di Bossi e della tolleranza zero di Gentilini, la destra di Storace e l PPL preannunciano una bella marcia su Roma.
i maestrini democristiani come Fini e Casini possono schiattare...

novembre 27, 2007  
Anonymous Metafisico said...

fini si è rivelato un'essere davvero abbietto.
è meglio che si dedichi allo scarto di Gaucci

novembre 27, 2007  
Anonymous KrilliX->metafisico said...

pensa quel che vuoi (o puoi), ma fini è indubitabilmente ancora un essere di genere maschile. e anche la grammatica ha un suo perché

novembre 27, 2007  
Blogger Chris said...

Che bel pezzo che hai scritto. Sono tutti dubbi che abbiamo anche noi, che facciamo parte di questo progetto, credo. Anche io sono dell'opinione che i "pasdaran laiconi" ed i relativisti dell'onnipotenza in un corpo "finito", servano. Tutti serviamo, essendo unici e reali, nonostante le differenze di vedute e d'opinione. Ma mentre partecipavo all'incontro Tocquevilliano di Roma, mi è tornato in mente, come in un deja-vu, l'incontro di Sestri, fra chi voleva fare politica attiva,chi voleva solo vincere - tralasciando i contenuti - e chi puntava tutto verso l'ottimismo (un pò troppo populista per i miei gusti). A Roma sono successe un pò le stesse cose di Sestri con il nuovo ingrediente del colpo di testa del Cavaliere, condito dalla posizione politica "piccata" di Fini. Mah. Come allora credo che, sottopelle (non è stata una cosa palese, ma c'era), ci sia stato lo stesso problema di Sestri, cioè di voler contare "attivamente",ovvero di fare con i blog la famosa "rivoluzione dal basso" (hai presente come quella caz***a che ha fatto Adinolfi?). Ecco, io questa cosa la trovo una minchiata mostruosa. Anche perchè, visto che noi tutti sappiamo come funziona realmente la politica (e chi non lo sa si informi), verremmo fagocitati all'istante ed usati come un Mocio Vileda (è pubblicità? Giuro che non mi pagano) . Noi invece possiamo fare qualcosa di molto più importante: possiamo fare cultura. Quella cultura che serve alla nostra area come l'aria e che è stata da sempre un utopia, perchè schiavi del fallimento del fascismo e se ci pensi è ancora un fardello pesante da portarsi dietro, per tutti quelli che fanno parte di questa area politica. Gli "altri" invece, hanno avuto tutto il tempo di organizzarsi in "montagna" (ma forse anche da luoghi più lontani nel tempo e nella storia), per additarci come "Panda" e rinchiuderci in un recinto. Beh, è ora di finirla. E' la cultura la dobbiamo fare da "indipendenti", mantenendo ognuno il proprio colore, ma cercando di fare davvero "quell'accademia", quell'eccellenza, che cambia l'opinione pubblica e che crea nuove idee e contenuti, ognuno mantenendo e coltivando anche i propri interessi, ci mancherebbe altro, ma gli "azionismi" sono dei politici, non devono essere cose che ci appartengono. Noi dobbiamo creare i contenuti per chi avrà voglia di "provarci davvero". Certo, per fare questo ci vuole tempo, ed anche tanto, ma è l'unica cosa che possiamo veramente fare per non fallire miseramente. Dobbiamo diventare, piano piano, uno dei "fari dei contenuti". Stacchiamoci e non facciamoci influenzare dai cordoni ombelicali dei nostri rappresentanti, (senza destituirli ovviamente, non esiste democrazia senza rappresentanza) in questo modo i "fucili" verranno riposti, perchè la penna è la tastiera fanno spesso più che la spada. Hai ragione quando parli di "imbroglio intellettuale" del Pd. Compito nostro evidenziarlo e sgominarlo di fronte alle persone che ci leggono. Compito nostro criticare anche (in maniera costruttiva) la nostra area quando ve ne sia bisogno. Di certo non cambieremo i "piccoli uomini" che ci governano, ma possiamo segnare forse la crescita di chi verrà. Solo con fondamenta solide puoi vincere e restarci. Tutti insieme.

Ciao,
Chris

novembre 28, 2007  
Anonymous Morrigan said...

Un applauso a Martin per il post
critico che scava nella carne come uno stiletto.

L'intervento di Chris mi trova pienamente d'accordo e mi entusiasma.

Fare cultura può essere un'arma vincente sul lungo percorso. Al di là delle "eccellenze" individuali, ciò che serve è una salda base di cultura comune, una lingua franca che può fare da legante per ritrovarsi e riconoscersi al di là e sopra i balletti politici. Ovviamente una base che non si sgretoli con il cambio di amica del rappresentante di un partito, nè per le furbate del cavaliere d'industria.
Se non fosse obsoleto parlerei di "valori" su cui fare cultura.

Diffonderla, creare aggregazione, togliendoci di dosso la lettera scarlatta che ci sentiamo sempre incollata alla pelle. Uscire mentalmente dal ghetto vuol dire anche toglierci quello snobbismo culturale che ci siamo creati per rivalsa, e diffondere capillarmente idee valide.

Ma....scusate la domanda da...ignorante... da dove si parte? Si deve "creare" cultura (che mi fa molto Veltron-sinistrese) o diffondere quella, sfrondata dai fondamentalismi, che nel passato rispecchiava i valori nei quali la destra si è riconosciuta?

novembre 28, 2007  
Blogger Martin Venator said...

Io un'idea ce l'avrei ma non ve la dico. Un evento per continuare il progetto fusionista di Tocqueville su contenuti culturali e metapolitci per far ripartire una discussione seria nel centro-destra. Me la tengo, la elaboro e poi vediamo....

novembre 28, 2007  
Anonymous giambattista salis said...

l'ho linkata sul mio blog
http://lostonato.ilcannocchiale.it

appena può, L'aspetto.
a presto,
GB

novembre 28, 2007  
Anonymous Manu said...

grande Martin, che spreco legare le idee a Fini e Berlusconi... che squallore ridurre un percorso politico e culturale agli umori di uomini che cambiano, passano e danno fuori di matto, perchè sono uomini. Qualcuno diceva "gli uomini passano e le idee restano" io pernso che anche le idee possono trasformarsi attraverso il confronto e la sintesi. Mi sa che me l'hai insegnato tu, circa 20 anni fa... Se avessi pensato di legare il mio impegno e le mie esperienze ad un uomo politico o ad un partito da mo' che avrei smesso... e poi Berlusconi magari domani monta su un'altra macchina e ci dice che non è successo niente. Magari Fini fa il test del Dna e ci incula tutti e Casini diventa il candidato sindaco di Roma e Berlusconi diventa il fautore della legge sul conflitto d'interessi. Veltroni decide di approvare la pena di morte, ma solo per i rumeni che vivono a Roma, D'Alema si vebde la barca e passa con Fini, Rosy Bindi va a convivere con Formigoni e così via. Che dire, poveracci quelli che fanno degli uomini una bandiera, forse sono tanto giovani o ingenui bisogna proteggerli...perchè si faranno tanto male,pensa se cade il governo, andiamo a votare e il Berlusca, per vincere decide che è stato tutto inventato dalla stampa. Ma lui è Berlusca e tutti quelli che si sono accapigliati, scontrati e offesi si sentiranno solo dei veri coglioni....

novembre 29, 2007  
Blogger Pietro said...

E' il momento delle identita', forse.
C'e' chi l'ha sempre avuta, l'ha sempre professata, anche romanticamente e soprattutto ne ha sempre accettato il peso, la schiavitu' volontaria di una appartenenza leale e la responsabilita', e c'e' chi forse una identita' l'ha dovuta inventare in fretta in 10 anni, prendendone un pezzo qui e un pezzo la', come si fa con gli amici ai quali si chiede un prestito perche' non si ha il tempo per andare in banca a fare le pratiche per un mutuo.
Le identita' antiche, sebbene frantumate, pervase dal dubbio, minate dalla ricerca, angosciate dalla impotenza, malate di pensiero e di visioni, le identita' che giocano a uomo, resistono, doloranti, in mezzo al campetto di gioco, nella polvere di Pozzolana rossa, con le strisce di gesso tracciate a memoria.
Le identita' sintetiche, le invenzioni, le trovate estemporanee di qualche brillante stratega, le visibilita', le identita' costruite ad arte "contro qualcuno" o "per qualcun altro", le identita' che giocano a zona, si sciolgono o si trasformano nel loro opposto, lasciano il campo di fango e dopo una rapida doccia si abbandonano giocose all'abbraccio del loro "green".
Saluti.

novembre 29, 2007  
Blogger Martin Venator said...

Giambattista, la ringrazio.

Manu, stavolta non ti seguo. Uomini, idee, idee uomini. Boh! Ricorda però Jean Guitton "1000 miliardi di idee non valgono una sola persona. E per le persone che bisogna vivere e morire".
Un abbraccio

Pietro, è sempre il momento delle identità. Camminano con gli uomini; ne sono la loro ombra. Le identità segnano l'ora del giorno e infatti, quando un uomo le nega, vive al buio. Ci stavo per scrivere il prossimo post. Però lei ha ragione: le identità liquide scorrono dentro questo tempo liquido. Ci aiuterà Finkielkraut a capirlo in uno dei prossimi post...
Saluti a lei

novembre 30, 2007  
Blogger rob said...

Non c’ero al TocqueVille Party, ma ho seguito l’audio-video (quasi tutto, almeno) e francamente non mi sembra che la tua rappresentazione corrisponda a quanto emerso dalla discussione. Certo, c’è stato l’intervento di Dimitri Buffa, ma lui parlava di “fascisti” e non credo che quelli di AN ci stiano ad essere etichettati in quel modo (o mi sbaglio?), soprattutto dopo che Fini ha compiuto le svolte che sappiamo. Caso mai, direi che il clima era di imbarazzo nei confronti della svolta berlusconiana. E questo vale anche per una parte significativa dei post che si leggono su TocqueVille da qualche giorno a questa parte. Penso che il fusionismo sia stata una buona idea, però non vorrei aver capito male fin dall’inizio … e che l’idea di fondo fosse quella di cui sembri farti portavoce tu, e che frettolosamente, ed erroneamente, uno potrebbe esprimere così: fondiamoci tutti insieme … in AN! D’accordo che per evitare le «guerre civili» (per usare l’espressione drammatica che hai adoperato tu) ci può stare tutto, ma non esageriamo …

novembre 30, 2007  
Anonymous Anonimo said...

Ha ragione Krillix quando dice che dobbiamo stare vicini-vicini.
Io per esempio non ho piu' un euro, sto qui alle 4 di mattina a fare le flebo a mia madre, ho un figlio laureato e disoccupato e un mare di debiti.
Viva l'Italia.
Giorgio - Politicrack

dicembre 01, 2007  
Anonymous Anonimo said...

La destra deve diventare una destra di giustizia. Antiberlusconiana! Storace mi ha deluso.E la Santanché pure. http://blog.libero.it/Emanuele http://blog.libero.it/AcumeAgrume

dicembre 01, 2007  
Anonymous Lontana said...

Da ex cittadina Tocquevilliana ho letto con interesse il tuo post e anche guardato la registrazione degli interventi.
Io non credo molto allo spirito fusionista. All'inizio forse, ma ho dovuto ricredermi quando mi sono resa conto che una parte ragionava con categorie mentali proprie della sinistra e tendeva ad emarginare altri. Come se l'obbiettivo ultimo del centro-destra fosse quella di arrivare ad essere una sinistra annacquata.
Vivendo all'estero ho imparato che si puo' essere conservatori ed orgogliosi senza essere accusati di fascismo o di bigotteria. Ho imparato che la libertà di espressione é una conquista della destra, mentre in Italia e anche in Europa, si é relegati in un angolo oppure si rubano molte istanze della sinistra per non apparire troppo a destra.
Insomma Tocqueville é uno specchio della realtà italiana con le sue eterne diatribe e con le sopraffazioni di alcuni su altri.
Sai cosa mi ha fatto piu' detestare in questi anni An e Fini? L'aver conosciuto dei blogger fighetti, giovani rampanti di quel partito che si esprimevano esattamente come i loro antagonisti del partito Democratico o DS che sia. Nessuna differenza.
Quello che mi aspetto io dalla svolta Berlusconiana é che la si faccia finita con le sfumature e si vada verso un vero Partito Conservatore, ma non all'Europea. Se non ce la fa lui, non ce la faremo mai. Comunque stiamo a vedere, l'importante é che qualcosa si muova.
Cari saluti e complimenti per il tuo intervento.
Lontana

dicembre 02, 2007  
Blogger John Christian Falkenberg said...

Lontana, purtroppo molte delle anime della destra italiana sono contaminate dal pensiero di sinistra; alcune, che ritengono di essere "La Destra" senza aggettivi, sposano poi politiche che puzzano di socialismo lontano un chilometro, per quanto si provi a nascondere i puzzo dietro all'incenso.

dicembre 03, 2007  
Anonymous Lontana said...

Vero JCF!
Per tutte queste variabili impazzite non riusciamo ad avere un Partito Conservatore.

dicembre 03, 2007  
Blogger ugofc81 said...

Mi viene in mente Ghandi quando diceva "io sono mussulmano, ed induista, e cristiano e sikh." (o almeno lo diceva nel film). Ed io sono conservatore, laico, liberale, cattolico, federalista.
Piu' federalista che altro.
Quello che spero e' che non si arrivi a puntarsi le testate nucleari.

dicembre 03, 2007  
Anonymous textman said...

Non so se la parola "virtuale" c'entra, forse no. Ma fatto è che quando si passa dalla rete alla realtà, il fusionismo appare meno nitido di come sembrava. E forse c'entra anche un pizzico la nozione di "utopia". Sempre che si possa chiamare così, quella di chi, in ottima fede, ritiene che qui in rete si possa fare quello che in piazza non si riesce a (vuole) fare. Magari è pessimistico farne un'utopia, ma se il momento è maturo, sicuramente le persone lo sono meno. Soprattutto offline. Dal tuo post, emerge chiara che la difficoltà è soprattutto fuori, là, nel mondo reale.

gennaio 28, 2008  
Anonymous Anonimo said...

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novembre 08, 2009  
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novembre 14, 2009  
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novembre 16, 2009  
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novembre 28, 2009  
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dicembre 02, 2009  
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settembre 30, 2010  
Blogger ninest123 said...

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febbraio 22, 2016  
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febbraio 22, 2016  
Blogger soma taha said...

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