07 novembre 2006

una via a Castelfidardo...

L'Anarca si e' preso qualche giorno per girovagare, tranquillo e felice, tra le verdi e sinuose colline di quella splendida regione che si chiama Marche; un sali e scendi di storia, tradizione, memoria, cultura, accompagnato dal profumo fruttato della Lacrima di Morro D'Alba che ammaliò il Barbarossa e dal gusto asciutto del Verdicchio.
E' stato a Fabriano, dove i mastri cartai inventarono la filigrana rendendo la produzione della carta un'arte. E' entrato nelle grotte di Frasassi, dove il tempo e l'acqua hanno scolpito per millenni giardini di pietra e laghi di cristallo. E' stato a Jesi dove vide la luce Federico II, stupor mundi, e dove nacque Pergolesi che ci ha regalato in musica una delle più commoventi sequenze medioevali della nostra poesia, lo Stabat Mater di Jacopone da Todi:
Stabat mater dolorosa
Juxta crocem lacrymosa
Dum pendebat filius
Ha lambito Osimo il cui nome è ancora legato alla ferita del popolo istriano. E' stato dalla Madonna Nera di Loreto ad affidare se stesso e tutto quello che ama a ciò che è più grande di lui; lì nel santuario che conserva la casa di Nazareth, dove le pietre non furono portate dagli angeli in volo (come vuole la tradizione), ma dai crociati in fuga dalla Terrasanta.
Insomma, un viaggio in un pezzo d'Italia che forse si conosce poco, che è parte della nostra identità, di ciò che tutti noi siamo. Come dentro una macchina del tempo ha attraversato i secoli, la memoria, le ferite ancora aperte, la devozione al mistero.
Poi, ad un certo punto, uno schiaffo lo ha svegliato bruscamente. E' passato per Castelfidardo, piccolo borgo medioevale dove nel 1860 i piemontesi sconfissero i pontifici aprendosi la strada per la conquista di Ancona, e lì ha trovato una via che è l'emblema dell'Italia di oggi: l'italietta schizofrenica e ipocrita... quella più stupida e insensata. La via è quella della foto dedicata a Che Guevara, nel punto in cui le colline degradano verso il mare.
Solo un'idiozia malsana poteva realizzare un capolavoro toponomastico del genere. Beffa, ignoranza, stupidità ideologica, l'Anarca non riesce a spiegarsi come sia possibile dedicare una strada ad un aguzzino che ammazzava con le sue mani i bambini di 12 anni in nome di una rivoluzione folle e che diceva di amare l'odio perché "rende gli uomini freddi e selettivi e li trasforma in perfette macchine per uccidere".
Il viaggio nel tempo è finito... si torna alla misera Italia di oggi: 'fanculo ai mastri cartai di Fabriano, al tempo lento che scorre nelle grotte di Frasassi, a Federico II, a Jacopone da Todi, alla casa di Nazareth e agli esuli istriani; 'fanculo a tutto quanto quello che l'Italia ha dato nei secoli alla civiltà.
La strada di Castelfidardo è un inno all'imbecillità dell'homo sapiens... italico.

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17 Comments:

Blogger Paolo said...

che sfiga!!
ciao

novembre 08, 2006  
Anonymous Anonimo said...

La strada di Castelfidardo è un inno all'imbecillità dell'homo sapiens... italico."E di sinistra", aggiungerei.
Carlitos

novembre 08, 2006  
Blogger Lucius de Geer said...

credevo tornassi con un post sulle elezioni americane..e invece...invece, ci torni più Anarca di prima...con la differenza tra Italiani ed italioti...

novembre 08, 2006  
Blogger Martin Venator said...

ringrazia iddio che son tornato...
:-)

novembre 08, 2006  
Anonymous Anonimo said...

Sempre grande Anarca.....
Ermanno di Salza

novembre 08, 2006  
Blogger Mariniello said...

...via Che Guevara c'è anche nella mia Aversa. :(

novembre 08, 2006  
Anonymous Anonimo said...

bentornato Anarca, sentivamo la tua mancanza.
Remo

novembre 09, 2006  
Anonymous Anonimo said...

Io sono di Osimo...
...e devo dire che la cosa mi ha fatto incavolare parecchio...
...ho pure la sfortuna di passarci spesso!!!

novembre 09, 2006  
Anonymous Anonimo said...

Sono di Osimo anche io, come Bati, e vorrei "rallegrarti" ulteriormente. A Castelfidardo, esiste anche Via Ho Chi Min!
Altro che homo sapiens, questi, son peggio dei cugini di campagna.

novembre 09, 2006  
Anonymous Anonimo said...

Accidenti! Sono mezza marchigiana e stavo godendo anche io la descrizione del tuo tour, mentalmente rivisitando i luoghi da te descritti. Bella prosa, Anarca, complimenti! Lo schiaffo è stato forte anche per me con quello stupido cartello e tutto ciò che esso significa. Avvilente servilismo verso un'ideologia da straccioni cerebrali! Vorrei pensare che se sentono la necessità di dedicargli una via sia perchè in fondo ce lo stiamo beatamente dimenticando, ma non è così! Oggi è l'anniversrio della caduta del muro di Berlino con tutto ciò che ne consegue, ma l'Italia non impara dai propri errori, figuriamoci da quelli degli altri! Con Cuba siamo i soli a coccolare il comunismo dopo che ha fallito in tutto il resto del mondo!
MORRIGAN

novembre 09, 2006  
Anonymous Anonimo said...

A Bologna esiste viale Lenin... no comment

novembre 10, 2006  
Anonymous Anonimo said...

Renzo, a Bologna trovi anche via Stalingrdo per esempio.

Comunque non credevo esistessero vie dedicate a Che Guevara. Mamma mia

novembre 10, 2006  
Anonymous Anonimo said...

Stalingrado ricorda una battaglia di svolta della seconda guerra mondiale, l'inizio della fine per la Germania nazista quindi mi va bene.
Ovvio che trattandosi di Bologna e di una strada importante si capisce il significato reale che volevano dargli !
Almeno e' un nome a cui posso attribuire un senso positivo, perche' mi fa venire in mente cose differenti da chi l'ha istituita.
Con viale Lenin non ci riesco, e' assolutamente scandaloso.
Insomma per sapere che Guevara e' un assassino uno deve abbandonare gli slogan e informarsi. Per sapere quello che ha fatto Lenin basta aprire un sussidiario delle elementari!

novembre 11, 2006  
Blogger Loverman said...

Davvero bello sto Blog,anche se non ho individuato il titolare.
Ciao Ermanno di Salza.

gennaio 20, 2007  
Anonymous Anonimo said...

se le vie fossere semplicemente intitolate a personaggi storici in egual maniera non sussisterebbe problema, Guevara come Ho chi min andrebbero bene allo stessa maniera di via B. Mussolini o via A. Hitler. Il fatto è che non è così e Guevara come Lenin, come Mao ecc sono personaggio comunque positivi perchè (secondo un modo di pensare che ahimè è alquanto diffuso) portatori di una bella idea egualitaria. Quando Gramsci parlava di appropriarsi della cultura evidentemente sapeva quello che diceva.
Non mi fa scandalo,nè mi stupisce più di tanto che qualcuno nella cittadina delle fisarmoniche abbia intitolato una via a Guevara, ma da marchigiano (anche se delle Marche, cosidette zozze) me ne vergogno.

agosto 25, 2007  
Blogger nicol said...

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gennaio 14, 2010  
Blogger Unknown said...

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