04 ottobre 2006

finanziaria: se la sinistra bastona pure il volontariato

Nella finanziaria del 2006 il Governo Berlusconi aveva introdotto la possibilità per il contribuente di destinare una quota pari al 5 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche ad associazioni di volontariato, onlus, associazioni di promozione sociale e di altre fondazioni e associazioni riconosciute, alle università per scopi di ricerca scientifica e sanitaria (art.1 comma 337).
Una risorsa importante sopratutto per le molteplici realtà del non profit che in questa maniera (e senza aggiunta di spesa per il contribuente) potevano avere un aiuto sostanziale per le proprie attività, garantire servizi essenziali, aiutare la ricerca e gravare di meno sui finanziamenti pubblici. Ma era sopratutto un riconoscimento importante del loro ruolo
ed un tentativo d'integrare queste realtà in una moderna società liberale fuori dalle solite logiche assistenziali. Il cittadino diveniva soggetto attivo nella costruzione di un rapporto diretto con il mondo del volontariato.
Ovviamente, siccome a sinistra sono più bravi di tutti, nel loro programmino di 3.500 pagine si erano buttati su profonde analisi sociali ed avevano concluso che, siccome Berlusconi aveva distrutto il welfare sociale (come lo chiamano loro), che è cosa importante assai, bisognava ricostruire un "welfare forte, universalistico e personalizato (p.184)". E per dare sostanza a questa cazzata loro, solo loro, avrebbero garantito "la promozione, l'incentivazione e il sostegno a tutte le forme di legame sociale, dal volontariato all’associazionismo, al mutuo aiuto, alla partecipazione civica dei cittadini perché i legami tra le persone e la comunità combattono la solitudine e promuovono la cittadinanza (p. 185)". Fiuuu....
quindi, siccome "oggi le organizzazioni attive nel settore socio-assistenziale dipendono per il 70% dal finanziamento pubblico. Tale dipendenza va ridotta agevolando e incentivando fiscalmente le donazioni dei cittadini e delle imprese al non profit, così da indirizzare le risorse dei cittadini verso progetti di utilità sociale (p.194)".
Bene, tutto chiaro. E allora cosa fa la sinistra per applicare tutto questo? Alla prima finanziaria
elimina il 5 per mille... ovviamente nel silenzio assordante delle associazioni di volontariato arcobaleno.
Gli unici che hanno avuto il coraggio di dire qualcosa sono quelli di Legambiente che per bocca del loro presidente Roberto Della Seta, hanno dichiarato: “avevamo salutato con grande favore questa misura introdotta da Tremonti nel 2005. Oggi, se di dimenticanza si è trattato, essersi scordati il 5 per mille dà l'idea dell’attenzione, assai scarsa, che viene riservata al volontariato. Se invece la decisione è stata ponderata, beh, allora siamo davvero allibiti".
La sensazione è che sia un modo elegante, signorile, neutrale per dire: “mi sa che è vero, siamo stati un po' coglionati”.

15 Comments:

Blogger ladyoscar said...

contenti e coglionati, direi.
una volta a destra, una volta a sinistra. sai che non faccio parte dei "vostri".

Sai, mi viene in mente un bellissimo titolo di un un libro di Steinbek: L'inverno del nostro scontento.
Mi sa che potrebbe essere lo slogan invernale della destra, che ne dici, Anarca?

ottobre 04, 2006  
Blogger Martin Venator said...

mi accontenterei de "L'autunno del nostro cosi' cosi'"...

ottobre 04, 2006  
Blogger ladyoscar said...

eh no, bisogna essere radicali. non fare il "tiepido". Scontento, Martin, scontento...

ottobre 04, 2006  
Blogger fausto said...

il silenzio di tutti questi "beneficiati" dalla finanziaria è troppo irreale, ci deve essere sotto qualcosa

ottobre 04, 2006  
Blogger alef said...

Grande Anarca - come sempre - !

Ti volevo domandare: ho letto en passant che questi "signori" hanno abolito le agevolazioni fiscali ai disabili per l'acquisto dell'auto. Me lo potresti confermare ed eventualmente documentare? Se affermativo presumo arricchirebbe il tuo già encomiabile post!

Ciauz!

alef

ottobre 05, 2006  
Anonymous Eowyn said...

Sembra che si siano sbagliati... L'esclusione del 5 per mille sarebbe solo una dimenticanza tecnica - questa è la versione ufficiale che sta circolando - una "svista" del povero Padoa-Scoppia alle prese con i cunei fiscali di Prodi. Di sicuro oltre alla protesta di Legambiente e delle ong "politicamente scorrette" di area non progressista (reazione non registrata dai media), c'è quella di Pierluigi Castagnetti. Poveretto, ha provato a dire che l'unica cosa decente fatta da Tremonti il fantasista era quella. Adesso si precipiteranno a reintrodurlo? Non so se è peggio per un governo usare il bianchetto e poi non avere il coraggio di andare avanti, o essersi davvero DIMENTICATI... Che tristezza, altro che inverno dello scontento, qui è l'estate dell'ipocrisia

ottobre 05, 2006  
Blogger Martin Venator said...

eowyn ha anticipato il mio update... maledetti giornalisti!

ottobre 05, 2006  
Anonymous Eowyn said...

up che?

ottobre 05, 2006  
Anonymous www.mariniello.net said...

Eccoci...
http://www.5x1000infinanziaria.com/

ottobre 05, 2006  
Anonymous Angela said...

e l'8 x mille?
Mi sa che cancellano pure quello!

La peste

ottobre 05, 2006  
Anonymous Pasticca said...

l'8 x mille lo tolgono solo alla Chiesa Cattolica.
Non c'è più religione.

ottobre 06, 2006  
Anonymous Manu said...

Non so se sia una svista ma, di sicuro, il 5 per mille così come è alla sinistra non va. Lo dicono le grandi centrali associazionistiche che non volgiono che i contribuenti decidano a chi donare il 5 per mille. Mi spiego: loro vogliono che il 5 per mille sia donato ad un fondo e poi distribuito secondo criteri non so come stabiliti alle associazioni. Così il criterio di "dipendenza", di gestione del potere continuerebbe ad esistere. Invece, così come è stato pensato il 5 per mille è uno strumento per premiare chi lavora sul serio dando la possibilità anche a piccole associazioni di raggranellare delle risorse per la sopravvivenza, o per finanziare attività sociali senza che sia lo Stato a farsene carico. Ma come per i liberi professionisti così per il sociale, guai ad essere liberi bisogna sempre dipendere da qualcosa che ha il potere di decidere della tua esistenza e di quello che fai. Guai a pensare a strumenti meritocratici che premino chi lavora, chi coinvolge persone o risolve problemi tanto da guadagnarsi la fiducia di persone che, scrivendo il codice fiscale, permettono a un'associazione di campare senza chiedere nulla a nessuno. La libertà è pericolosa... per loro.

ottobre 06, 2006  
Anonymous Anonimo said...

la sinistra fa pena e chi la vota dovrebbe farsi una camomilla.

ottobre 07, 2006  
Anonymous Anonimo said...

ha ragione Manu, loro vogliono sindacalizzare pure il volontariato per poter dare soldi solo a chi pare a loro. Il Forum del Terzo settore in fondo cos'è se non una manipolazione del mondo no-profit egemonizzato dalla sinistra?
Susy

ottobre 13, 2006  
Anonymous Fondo Milanese per la Protezione dell'Infanzia said...

In che modo sei riuscito a risparmiare i soldi da investire nel fondo della tua associazione?

Ho dovuto faticare per 4 anni circa, poi è diventato tutto semplice.

Stampavo un giornale, nel 1988 cominciai a stampare il famoso Ecometropoli, un mensile ecologista diffuso sul territorio milanese in alcune migliaia di copie.

Lo regalavo con offerta libera, e ci mettevo su delle pubblicità. Per abbassare i costi andavo con la mia fidanzata anche dal tipografo.

Versavo in un fondo di aziende che rispettano i diritti dei lavoratori, dell'ambiente e dei consumatori il 10% del ricavato di quello che guadagnavo dal tipografo, il 10% delle offerte libere e il 10% degli sponsor

Così anche quando cercavo autofinanziamenti per la campagna a difesa dei popoli indios. Il 10 % delle mie raccolte spicci, li versavo nel fondo.

Poi quando invitavo persone al mio centro sociale, siccome lavoravo gratis, quando c'erano le feste, versavo nel fondo la mia quota che non versavo nella cassa del centro sociale per bere o entrare.

Poi quando un mio carissimo amico, un grande eroe, fu lasciato solo dalla LOC e dalla sua organizzazione a combattere contro le lobby delle armi, del servizio miltare obbligatorio e subiva un processo dopo l'altro, non riusciva a trovare lavoro in nessun modo, gli agenti dei servizi segreti lo pedivano e andavano ad importunare la sua ragazza e lo diffamavano come uno stupidotto... siccome l'unico lavoretto che aveva trovato era quello di andare a pulire le vetrine dei negozi, io tutte le mattine alle 9 lo svegliavo, lo andavo a prendere in macchina , lo portavo dai negozianti, stampai un biglietto da visita per trovare altri clienti, lo aiutavo a pulire i vetri, a tenere la scala, a pulire gli stracci, a cambiare i secchi dell'acqua. Facevamo metà per uno di quello che guadagnavamo e tolti i soldi della benzina, versavo tutto nel fondo. Una piccola impresa di pulizie a sostegno di un grande eroe della storia umana.

E cosi via. Nel 1993 già non avevo più bisogno di chiedere offerte libere a sostegno delle mie attività e non raccoglievo più quote associative.

Dall'autunno del 1993 poi con due gruppi di tre camioncini organizzo nei boschi della Valtellina raccolte autunnali di castagne e biomassa secca, e da allora due dei comitati autonomi che seguivo direttamente viaggiano così senza problemi e si sono creati anche loro un fondo per l'autofinanziamento.

Comprai anche una fotocopiatrice usata e alcuni studenti universitari che volevano guadagnare qualche soldino venivano a far le fotocopie degli appunti. Tolte le spese facevamo metà per uno e quello che guadagnavo versavo tutto nel fondo.

Ho continuato ad usare la tecnica del 10% sui proventi delle mie attività lavorative o sulla raccolta sponsor per i giornali di quartiere.

Quando aprivo locali di quartiere con la mia associazione ed invitavo ospiti, offrivo da bere, e poi versavo nella cassa del fondo una cifra corrispondente a quello che avrei pagato offrendo da bere al bar.

Ho sempre avuto dei salvadanai in cui mettere le monetine dei resti della spesa.

Quando ho smesso di fumare, quello che non spendevo in sigarette lo mettevo in un salvadanaio e dopo un paio di anni sono riuscito a creare un altro fondo.

Ho messo le pubblicità di Google sul sito della associazione e con i ricavi ci pago i traduttori.

Il trucco è organizzare attività proporzionalmente alle entrate che generano gli investimenti ed ogni mese aggiungere qualcosa nel fondo etico solidale, anche poco, solo dieci euro, però aggiungere qualcosa nel fondo.

Sembrerà una cazzata , ma l'energia positiva che genera l'investimento in un fondo etico solidale BPM automaticamente retroalimenta la voglia di mettere in moto iniziative per ingrandire il fondo e con gli utili retribuire chi presta attività socialmente utili al servizio del genere umano, come chi presta servizi per la mia campagna 2010: Eliminazione Povertà, così come chi presterà servizi per il Festival Mondiale della Cultura Popolare e il Fondo Milanese per la Protezione dell'Infanzia.

Nel frattempo tutte le altre organizzazioni di volontariato continuano a non pagare i propri dipendenti, e a dover raccogliere le monetine.

Io pago tutti dal 1999 e non raccogliamo più monetine dal 1993.

aprile 27, 2007  

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