12 ottobre 2006

Ungheria '56: il senso dell'oggi e l'infamia di ieri

“Un popolo si spinse sull’orlo del baratro, verso il suicidio della rivoluzione, andò contro carri armati e mitragliatrici a mani nude perché aveva capito che si voleva la distruzione del suo spirito, della sua identità, della sua umanità”
(Sándor Márai)


Ieri le agenzie battevano frenetiche le dichiarazioni del Presidente della Camera in visita in Ungheria. A rendere omaggio alle vittime della repressione comunista del 1956, il popolo italiano era rappresentato dal leader di un partito che vuole “rifondare il comunismo”. Niente di scandaloso per carità… è il paradosso della storia. Ma le dichiarazioni di Bertinotti ci hanno colpito, per quel ritmo incalzante, ossessivo, ripetitivo della parola "Oggi":
"Oggi portiamo riconoscenza agli insorti del ’56" (Adnkronos delle 11:13).
"Oggi si è capito che tutte le ragioni stavano dalla parte degli insorti, e tutti i torti, stavano dalla parte della repressione sovietica" (Ansa delle 13:51).
"Oggi non ho difficoltà a dire che nel giudizio sul partito comunista sovietico aveva ragione Nenni" (Adnkronos 14:13).
"Oggi questa è una verità condivisa" (Adnkronos delle 15:08).
Oggi, oggi, oggi, oggi.

Si, va bene; ma ieri? Bertinotti si difende: ''Io nel '56 avevo solo 16 anni''. E’ vero. Più o meno l’età di molti dei giovani che, nella follia di una guerra civile, aderirono alla RSI e per questo furono fucilati… perché dalla parte degli oppressori, perché dalla parte di chi aveva torto per la storia. Ma va bene anche questo. Lui aveva solo 16 anni, ma nel ’66 di anni ne aveva 26; nel ’76 ne aveva 36; nell' ’86 ne aveva 46 e fino a quel momento, e anche dopo, non una critica, non un ripensamento sull’orrore del quale era stato, volente o nolente, complice.
Ma in questa enfasi dell’Oggi ripetuto di continuo, c’è il fallimento morale, l'indegnità, l’ipocrisia di generazioni di politici e intellettuali di sinistra che, al riparo della libertà dell’Occidente, hanno aiutato, giustificato gli orrori del comunismo, cresciuto generazioni dentro la gabbia di un’ideologia che è stata il peggior sistema di potere mai conosciuto. Dall’Ungheria a Pol Pot, da Mao a Praga, da Ceausescu a Ho Chi Min e fino a quelli che oggi scrivono a Fidel Castro "lunga vita caro Comandante", salvo poi forse, tra 60 anni, rendere onore alle vittime del regime cubano cavandosela con un…Oggi.
Tra i tanti Oggi di Bertinotti ci si dimentica dei tanti che Ieri si erano schierati dalla parte degli oppressi. Molti avevano “portato riconoscenza”, “capito dove stavano tutte le ragioni”, avuto “nessuna difficolta a giudicare”, “condiviso una verità” che era sotto gli occhi di tutti…già ieri. Ma per Bertinotti e i suoi intellettuali questi tanti di "ieri" erano borghesi, fascisti, controrivoluzionari, nemici di classe.
Oggi, oggi, oggi, oggi.
Un giornalista gli chiede: "Presidente ma ha senso oggi definirsi comunisti?" Bertinotti risponde: "lo sono per tigna… il comunismo è necessario fino a quando ci sono oppressori e oppressi”. Ma un’identità che si fonda sulla “tigna” non è un segno di grande intelligenza; è l’idea di un fallimento che si riproduce per interesse e per viltà. Perché il comunismo è stata l’ideologia che più a lungo e nella maniera più terribile è stata dalla parte degli oppressori.

L’umile Anarca che dell’Oggi di Bertinotti se ne frega, ricorda che molti giovani europei Ieri partirono per difendere gli studenti, i contadini e gli operai di Budapest… ricorda che Ieri, nei concerti clandestini di generazioni di proscritti si cantava “Avanti ragazzi di Buda, avanti ragazzi di Pest... il sole non sorge più ad est”. L’Anarca che se ne frega dell’Oggi di Bertinotti ha un pensiero per coloro che nella solitudine del mondo libero, morirono per la libertà. L’Anarca di fronte ai tanti Oggi dietro cui si nasconde l’ipocrisia di una classe politica complice di un orrore più grande cita un ricordo di Ingrao che svela tutto il senso dell'oggi: "quando Togliatti apprese la notizia della repressione armata sovietica in Ungheria esclamò: Oggi ho bevuto un bicchiere di vino in più".

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37 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Quando "il migliore" andava a prendere lezioni di democrazia in Unione Sovietica cosa volevi che dicesse al suo ritorno? Appunto: si beveva il bicchiere in più insieme al già citato Pajetta che preferiva la rivoluzione alla verità.
Il problema è che la "rivoluzione possibile", per la sinistra, è sempre stata una sola. Quella dotata di falce e martello.
E come è possibile far rivoluzione contro la rivoluzione? E' per questo che Bertinotti, al governo, è e seguita a essere rivoluzionario: per principio metafisico assoluto, qualsiasi cazzata dica è e resterà sempre un magnifico
rivoluzionario.
I compagni non sono mai al "potere" ma sono coloro che hanno abbattuto il potere quindi governano per virtù... dello Spirito Santo e per difenderci contro gli oppressori, qualunque essi siano. Ne deriva che tutti devono essere felici e chi non lo è...va rieducato e, se proprio non dovesse capire, al momento lo si emargina, nel futuro, forse, lo si potrà mettere su una sedia elettrica tutta arcobaleno che offra una morte indolore. Insomma una eutanasia socialmente utile.
Pieffe

ottobre 12, 2006  
Anonymous Anonimo said...

Anarca, oggi, oggi, oggi, sei sempre grande.
Remo

ottobre 12, 2006  
Anonymous Anonimo said...

pensa se il leader di un partito solo d'ispirazione neonazista, andasse ad Auschwitz a deporre una corona di fiori e dicesse: "oggi porto riconoscenza alle vittime".
Fini (che con il fascimso c'entrava nulla a differenza di Bertinotti con il comunismo)a Gerusalemme almeno ha avuto il coraggio di dire che il fascismo fu un male del secolo. Questo qui va a deporre fiori sulle vittime del comunismo e poi dice: w il comunismo. Che schifo!
Remo

ottobre 12, 2006  
Blogger Martin Venator said...

Domenico.... il nemico è dovunque, denunciamo l'aggressione a questa solitaria voce di libertà che, nell'universo della blogosfera, rappresenta le istanze dei deboli, degli afflitti, dei diseredati del mondo internet. Vigileremo affinchè il blog dell'Anarca resista al regime che vuole sopprimerne la sua voce con ogni mezzo.
Invitiamo blogger, lettori, nevrotici, rompipalle, sapienti, insomma tutto il nostro affezionato popolo di lettori a sottoscrivere la petizione: Salviamo l'Anarca dai Virus. Chiediamo l'intervento della Federazione Nazionale della Stampa e dei sindacati. Il virus non passerà!
(il CdR del blog dell'Anarca)
Se questo era un blog comunista vi beccavate un comunicato del genere, ma siccome non lo è ti rispondo:
A Dome'... me ne so' accorto ma è un problema della piattaforma non mio... io non credo possa farci nulla. Al massimo sta producendo fastidiosi spam che di volta in volta elimino. In genere in questi casi e blogspot che interviene. Grazie cmq per l'avvertimento.
;-)

ottobre 13, 2006  
Blogger falloppio_trombettista said...

Ehm..., spiace guastarvi la festa, ma..., hm, guardate che nel 1956 Berinotti aveva 16 anni ed era comunque vicino al PSI (tipo Nenni, non so se avete presente... boh fa niente), partito al quale si iscriverà nel 1960. Lascierà il PSI per il PSIUP nel 1964.
Non vi crucciate, avrete più fortuna la prossima volta, se vi applicate...

ottobre 13, 2006  
Anonymous Anonimo said...

X prot_ non ci rovini la festa perchè di festa non si tratta ma di schiacciare vecchi e nuovi comunisti di fronte alla verità di un'ideologia sterminatrice che proprio per il suo respiro unuiversale a causato stragi fino agli estremi confini della terra.
A ricordo degli smemorati questi sono esempi di fini cervelli di sinistra:
Domenico Cacopardo ha scritto su l'Unità: "un processo rivoluzionario non può essere giudicato dal numero delle vittime, ma dalla qualità dei suoi ideali e dagli effetti che ha prodotto nel mondo".

Rossana Rossanda ha sostenuto che i meriti dello sviluppo stalinista, i benefici dell' alfabetizzazione e dell' industrializzazione, l'aumento della produttività, il rafforzamento dell'urbanizzazione, la liberazione delle donne [!!!], pesano più delle vite di qualche milione di vittime [in verità i milioni son molti, davvero molti]

Il 3 dicembre 1952 Luigi Longo dichiarò alla Camera dei deputati: "Anche a un esame sommario, il regime sovietico appare senz'altro come il più popolare, il più democratico, il più libero di tutti. Grazie ai soviet il potere politico è stato messo direttamente nelle mani degli operai, dei contadini [...]. Il potere in mano alle classi non sfruttatrici ha permesso di liquidare ogni residuo di sfruttamento economico, di oppressione nazionale, di differenziazione sociale e razziale". Tenendo presente che le classi lavoratrici nell'Urss in quel periodo si trovavano in una situazione di servi dello stato [...] legati al posto di lavoro con la costrizione dell'apparato repressivo, che milioni di detenuti popolavano i lager [...] la grottesca dichiarazione di Longo rasenta la follia.
Ermanno Di Salza

ottobre 13, 2006  
Anonymous istriaboy said...

ma certa gente non può essere esiliata dal suolo italico e spedita in un'isola deserta a elaborare certe profonde teorie? questo conferma che l'Italia ospita la peggiore sinistra a livello mondiale...

ottobre 13, 2006  
Blogger Martin Venator said...

Risposta a Prot e al suo commento ironico:
allora, premesso che per noi è sempre festa e non ci crucciamo mai di nulla, sopratutto quando ci accorgiamo che in giro ci sono ancora molti più comunisti a tre narici di quanti ne vedeva il povero Guareschi.
Se ti fossi preoccupato di leggere il post, e non di guardare solo la foto, avresti evitato una non bella figura:
1) il post non racconta la biografia di Bertinotti (che ci può fregare di meno), parla d'altro... se te ne sei accorto ci fa piacere… sennò riprova sarai più fortunato.
2) Nel post si ricorda chiaramente che nel '56 Betinotti aveva 16 anni... anzi di più, si cita la sua dichiarazione in proposito. Quindi hai scritto una cosa inutile il che dimostra due cose: o che non hai letto bene o che capisci di meno. E in aggiunta si fanno alcune riflessioni.
3) Per recuperare un po’ di storia diciamo che Bertinotti entra nel 1960 nel PSI. Nel 1964 è già in CGIL (sindacato famoso per il suo "riformismo") e diviene segretario di non ricordo quale federazione inutile. Nel 1964 entra nel PSIUP proprio rinnegando le scelte riformiste del PSI; perché il PSIUP (Partito Socialista di Unità Proletaria) era, prima della scissione dal PSI, la componente vetero-comunista di quel partito. Tanto che nel 1972, una parte del PSIUP (quella di Bertinotti) confluisce nel PCI (Partito Comunista Italiano... non so se hai presente...boh fa niente).Ti faccio inoltre notare che Bertinotti in CGIL è stato il capo della corrente "Essere sindacato" la componente più oltranzista della CGIL. Fu tra quelli che si oppose con forza alla trasformazione del PCI in PDS (dove rimase per pochi anni) quando nel ’93 entrò in Rifondazione Comunista diventandone poi segretario.
Ora, detto tutto questo, con il tuo ironico commento volevi:
A) dirci che in fondo Bertinotti è un dandy riformista che con il comunismo ha avuto poco a che fare? Se è così hai scritto una cazzata.
B) cercare di dirci che dovremmo scrivere la biografia di Bertinotti? Siamo democratici si, ma fino a un certo punto.
C) cercare di darci lezioncine di storia? In questo caso ti dico che sono sempre ben accette poiché riconosciamo la nostra ignoranza; ma se decidi di darcele dovresti prima un po’ studiare, onde evitare di continuare a scrivere cazzate.

Un abbraccio proletario

ottobre 13, 2006  
Anonymous PA said...

Concordo in pieno!
gran bell'articolo..
un saluto

ottobre 13, 2006  
Anonymous Anonimo said...

Anarca come t'incazzi! In fondo il bertinottiano ha detto solo un po' di fesserie e voleva fare lo spiritoso. A mio avviso non era necessario sotterrarlo. Dopo che gli hai dimostrato che è un cretino quello, incredulo, se ne andrà a casa più incavolato che mai, deciderà che tu fai parte degli oppressori fascisti, che restano oppressori comunque, anche se non fanno parte del governo, e diventerà ancora più bertinottiano.
Eh quanti guai combina questa destra facinorosa! Meno male che, alla fine, ti sei salvato con l'abbraccio proletario!
Un saluto arcobaleno
Pieffe

ottobre 13, 2006  
Anonymous Anonimo said...

Compagno Prot, mai sfidare l'Anarca con l'arroganza ma con l'intelligenza.comunque se vuoi una mano per rialzarti da terra dopo la facciata presa chiama
:-)))))
Carlitos

ottobre 13, 2006  
Blogger Corto Maltese said...

Grande Martin, è bello ricordare chi allora partì per Budapest, chi tra noi cominciò a cantare quella canzone, chi oggi, ancora, la canta; dunque ancor meglio sottolineare l'ipocrisia di chi ieri giustificò ed oggi balbetta istituzionalmente. Però, proprio questo vorrei sottolineare superficialmente: rileggiamo il secondo intervento di Remo e cerchiamo di comprenderci. Forse non ci rode tanto il Fausto penitente di oggi, ci rode la sua capacità di esserlo nella sua più completa storia ed identità politica...cosa che noi non siamo stati in grado di fare.Anzi credo cosa assai preziosa che sia proprio Bertinotti a dover cospargere il capo in quel contesto, poichè egli rappresenta quel novecento mutato ed approdato nel terzo millennio con la sua specificità...noi, al contrario, rappresentiamo il terzo millennio che si guarda indietro semplicemente ricordando; e quel che siamo oggi, corrisponde, allora, a coloro i quali stettero "sull'orlo della fossa seduti".Ironico, agrodolce, come Itaca e i Berretti Verdi.

ottobre 13, 2006  
Anonymous Fiandri said...

Si rifonda una cosa che non funziona, che non sta più in piedi, ma di cui si condivide lo spirito: credo che si possa continuare a credere negli ideali del comunismo e allo stesso tempo riconoscere che i passati esperimenti (non nel senso di “tentativi”, ma forse anche sì) di comunismo hanno fallito e creato orrori. Le parole di Bertinotti giungono tardive, ma giungono.

Forse, se si usasse lo stesso rigore con tutti, si dovrebbe ammettere (oggi; magari pure domani) che anche con le nostre democrazie liberali hanno creato i loro mostri in giro per il mondo. Ma nessuno di noi ha il dono dell'obiettività ed è normale che ciascuno tenda a vedere il male solo dall’altra parte.

ottobre 13, 2006  
Blogger Martin Venator said...

Per Pieffe: l'Anarca non s'incazza mai perché la rabbia è una virtù borghese. Al massimo e in casi rarissimi, può odiare; ma l'odio è un privilegio che lui riserva solo ai meritevoli.

Corto: so dove vuoi arrivare ma non è così. Bertinotti non mantiene un'identità politica... non può farlo perché l'ideologia che ha dato forma alla sua identità è morta, spazzata via dalla storia; sepolta non da una guerra persa ma proprio dalle sue contraddizioni interne. Il comunismo è semplicemente "imploso" perché era una cazzata logica prima ancora che storica. Chi oggi si definisce tale porta su di sè il peso morale di un orrore che facciamo fatica in Occidente a capire di quali dimensioni è stato. Ma Bertinotti ha convissuto con il comunismo fino alla fine e fino alla fine lo ha difeso; ed oggi continua a nascondere (dietro la bugia del fallimento pratico di un'idea buona)quello che era semplicemente un orrore culturale. Ma bada bene. Il mio disprezzo non va a lui, che almeno si sporca le mani; ma a quella giungla di intellettuali che ieri come oggi, stanno lì a darci lezioni di vita dopo aver mentito sulla verità storica. Noi ricordiamo... ma ricordare significa anche interpretare... ed è quello che dobbiamo fare. Perché il mondo da cui tu ed io veniamo era già morto prima di noi.

Fiandri:
Non so quali mostri abbiano creato le democrazie liberali. Io e te viviamo in una democrazia che garantisce libertà di espressione, rispetto della dignità, benessere... con molte contraddizioni certo, con gli errori che si porta ogni costruzione della storia.
Un tuo amico cinese o cubano... o albanese o ungherese di 30 anni fa non potrebbero mai dire la stessa cosa. Il problema è proprio questo. La contraddizione nella democrazia liberale può essere l'eccezione (semmai c'è)... l'orrore di ogni comunismo, in ogni tempo, in ogni luogo purtroppo non consente eccezioni. Sono proprio gli ideali ad essere sbagliati. Il mio amico Camilian Demetrescu, il più grande artista romeno del '900, condannato a morte da Ceaucescu, che a Parigi, con Ionesco fondò l'internazionale dei dissidenti dell'est, mi disse una volta: "Giampaolo il capitalismo può essere un errore sociale. Ma il socialismo è un errore capitale".

ottobre 14, 2006  
Anonymous Gianmario said...

Il comunismo è semplicemente "imploso" perché era "contra hominem". Cosa era il comunismo, Corto? Plasmare gli uomini ad immagine e somiglianza dell'idea di pochi (Marx e/o il marxista di turno), creando l'umanità, blocco granitico, dove l'individuo non avrebbe avuto posto.
E gli intellettuali "de sinistra", Martin, assolvono proprio a questo folle tentativo di ingegneria sociale: costruire l'Umanità seguendo il proprio capriccio. GM

ottobre 14, 2006  
Anonymous Anonimo said...

Concordo nell' astio verso Bertinotti, meno sul fatto che nella Storia il Comunismo sia stato sempre dalla parte degli oppressori, visto che le teorie Marxiste (quello è comunismo, solo quello....)nei fatti sono state applicate solo nella fase iniziale della rivoluzione e non nel seguito riguardante la politica statale. Non trovi singolare definire un dittatore "comunista". E' letteralmente una cazzata. Al massimo si può dire che essendo il comunismo piuttosto utopico è di difficile applicazione...

ottobre 14, 2006  
Anonymous Eowyn said...

Azzeccatissima (me l'ha suggerita Di Pietro) la frase di Sandor Marai (scrittore straordinario).Siamo tutti lì, colpiti dalla tigna confessa di Bertinotti, a discettare sulla tempistica post-vetero comunista, ma in quanti abbiamo riflettuto sulla bellezza di un popolo che va "verso il suicidio della rivoluzione" per difendere a mani nude il suo spirito, la sua identità, la sua umanità. "Sua", non l'umanità astratta che Bertinotti (e tanti utili seguaci idioti) vorrebbero difendere bla dal dominio bla del capitalismo bla bla.
Solo un dubbio, Martin, d'accordo sull'odio (troppo prezioso) da riservare ai meritevoli; ma sei proprio sicuro che la rabbia sia roba da borghesi?

ottobre 14, 2006  
Anonymous Anonimo said...

A proposito di stragi e stermini...

Orhan Pamuk è stato il primo autore turco a sostenere che l'Impero ottomano aveva sterminato un milione di Armeni e trentamila Curdi nel 1915. Per questa ragione era stato accusato dal governo Turco e rischiò di essere condannato a tre anni di carcere.
La corte di Istanbul decise di lasciar cadere le accuse e di non condannare lo scrittore e con questa decisione il governo Turco, per la prima volnta, non ha negato l'esistenza del genocidio contro il popolo Armeno e si è avvicinato ai valori europei...

...ma adesso attendiamo di vedere come la Turchia accoglierà il Papa!

OTTOBRE 2006:
Lo scrittore Orhan Pamuk è il primo scrittore turco a vincere il Premio Nobel per la letteratura con la motivazione: "A chi nella ricerca dell'anima melancolica della sua citta' ha scoperto nuovi simboli per il contrasto e l'intreccio delle culture."

ottobre 15, 2006  
Blogger Corto Maltese said...

No, non che volessi arrivare da nessuna parte, nè fare il guastafeste finto vetero comunista; ma così è un po' sbrigativo. So che non dovrei essere io a dirlo, altri l'hanno fatto..ma il comunismo è "idea" è ciò "che dovrebbe essere" contro ciò che è...è poesia, utopia etc etc, con tutto quello che già tanti di noi dissero!E il comunsimo non è solo marxismo, leninismo e stalinismo. Si si può essere sbrigativi, tagliar corto e parlare di finanziaria...ma l'onestà intellettuale sta con Platone, sta con le idee...la Chiesa ha chiesto scusa dopo aver perso la dimensione statuale, Gianfranco Fini, dopo esser stato fascista, Violante dopo aver "ammazzato" Craxi...non si scopre l'acqua calda, cari amici, epperò Bertinotti è un comunista, uno con un'idea...uno che per questo deve aver riconosciuta la propria differenza tra tutti gli scusanti...

ottobre 15, 2006  
Anonymous gmariniello said...

l'onestà intellettuale sta con Platone... mah!
"Bertinotti è un comunista, uno con un'idea". Un'idea folle. Punto.
Vabbè, parlare ad un rautiano è esercizio fine a sè stesso... :))) GM

ottobre 15, 2006  
Blogger Corto Maltese said...

Caro GM...non ti preoccupare, sull'anticomunismo i ns "vecchi"(perdonami Martin perdonami Eowin) si presero a sediate per anni...noi al massimo ci possiamo mandare gli emoticon...si fanno meno male lo so!

ottobre 15, 2006  
Anonymous GM said...

...il comunismo non morirà mai: esso si nasconde dietro parole all'apparenza innocue - tipo redistribuzione - e noi dobbiamo stare vigili...
E poi non si tirano in ballo le pacifiste emoticons! :(

ottobre 15, 2006  
Blogger ladyoscar said...

e quanti bicchieri di vino in più hanno bevuto, nell'oggi dello ieri, i tuoi amichetti davanti alle loro, di repressioni? Mica sono stati solo i comunisti, a reprimere le idee diverse dalle loro...
che palle con questa vetero-storia...da tutte e due le parti...

ottobre 16, 2006  
Anonymous Fiandri said...

Il commento che volevo lasciare per risponderti, Anarca, l’ha fatto LadyOscar.

ottobre 16, 2006  
Anonymous Anonimo said...

Mah, forse la differenza è nel vino
Pieffe

ottobre 16, 2006  
Blogger Martin Venator said...

tanti... troppi anche loro (che non sono mai stati i miei amichetti... se solo conoscessi la mia storia). Cmq tanti anche loro perché il '900 è stato il secolo degli orrori. La differenza è che oggi i nazisti dell'Illinois li trovi solo nei film con Belushi. Mentre quelli che vogliono "rifondare il comunismo" fanno i presidenti della Camera e vanno a deporre i fiori alle vittime del comunismo che loro vogliono rifondare.
Stavolta mi sa che ha ragione Pieffe... la differenza è nel vino.
:-)))

ottobre 16, 2006  
Blogger Robinik said...

Immenso.
Come sempre

ottobre 17, 2006  
Anonymous Anonimo said...

"oggi" lo dice chi ha condiviso l'invasione.

x anarca
un dialer continua tentare di installarsi quando mi collego al tuo sito.

ottobre 18, 2006  
Anonymous Anonimo said...

senza offesa......ma un po meno ideologie per combattere le ideologia potrebbe essere un buon metodo per scovare intelligenza..
una preparazione veramente storica non apologetica(non dico non interpretata perchè non è assolutamente giusto..ma una storia dialogante e non fissa quindi)potrebbe anche far fiorire pensieri che di profondo hanno poco...
l'appiattimento della storia è una estrema forma di ignoranza che non tollero come quella forma di revisionismo nelle forme impresentabili che nascono da pretese di partiti di cancellare la storia per poter riproporre fenomeni altrimenti improponibili......forse anche perchè porta via tutto ciò che di buono ci può essere nelle idee che l'uomo corrompe...non vogl0 salvare tutto sia chiaro ma avere l'intelligenza di avere uno sguardo per non ricadere negli errori...tutte le idee hanno creato morti....anche le bombe....anche anarchiche,che hanno ucciso non solo di padroni.
e parlare di migliaia di omicidi da parte di gruppi comunisti merita almeno una lettura seria di materiale storico sia pure scevro di qualunque interpretazione....anche solo numerico...
insomma il 99 per cento di questi interventi è di una bassezza culturale disarmante...
e detto questo mi eclisso e me ne vo a studiare...che è meglio..
i blog non mi piacciono mi sa

dicembre 18, 2006  
Blogger Martin Venator said...

sara' pure che il 99% degli interventi e' basso... "di una bassezza disarmante". Sara' pure che non tolleri l'appiattimento della storia e che bisogna studiare e bla, bla, bla. Ma giusto per non perdere il gusto ti correggo in modo tale che i tuoi studi siano piu' attenti all'essenziale: non e' l'uomo che corrompe le idee... piu' spesso sono le idee che corrompono l'uomo.

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Blogger David TTT said...

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