28 aprile 2006

un onorevole...

L'on. Francesco Caruso non ha partecipato al minuto di raccoglimento che la Camera dei Deputati ha dedicato ai caduti italiani di Nassiriya; è entrato in aula dopo aver atteso fuori che tutto fosse finito. Forse era a pisciare... si sa l'emozione del primo giorno. Forse ha pensato che un minuto di raccoglimento con applauso finale fosse un tributo eccessivo ai servi dell'imperialismo. Forse non ha proprio pensato... perchè uno che dice che l'attentato di Nassiriya è "un atto deprecabile ma che va contestualizzato"... probabilmente è un mentecatto.
D'altro canto, a cercare bene tra i meandri del suo profondo elaborato culturale, viene fuori questa
chicca, scritta dal carcere di Viterbo dove è finito 3 anni fa insieme ai/alle compagni/e ... di merende per un grande atto rivoluzionario compiuto in nome dei diseredati "del movimento dei movimenti" ; Gramsci, almeno, nelle galere fasciste c'era finito per cospirazione politica non per aver svuotato un supermercato. Ma ciò che colpisce non è tanto il cumulo di scemenze scritte... quanto la firma... che individua la personalità:
Francesco Caruso
carcere di Mammagialla, Viterbo, Italia, Europa, Pianeta Terra
25 novembre 2002, Anno Secondo della Guerra Globale Permanente


Uno che firma così più che un mentecatto è un vero e proprio imbecille. Ed ora, Aprile 2006, Anno Sesto della Guerra Globale Permanente... il disobbediente che giustifica i kamikaze e vuole sciogliere i Ros, ne ha fatta di strada, dal carcere di Viterbo al Parlamento italiano per evitare di ritornare in carcere.
Un anno fa, in un convegno alla Fiera di Roma, alla presenza del gotha della disobbedienza radical chic, con Valentino Parlato, il prof. Asor Rosa, Stefano Benni, Susan George, il nostro onorevole aveva detto: "(...) bisogna avere la capacità di rilanciare e rafforzare i nostri percorsi di lotta, i conflitti sociali che ci hanno visti protagonisti e che sono ancora tutti in piedi (...).Dobbiamo evitare che il movimento si trovi, da qui a pochi anni, tra chi va al governo e chi va in galera"... appunto e quindi lui ha pensato bene di andare al governo... per non finire in galera con tutti i procedimenti a carico che ha.
Ha detto che non metterà la cravatta... perché è il segno della distanza dalla società civile. Ha detto che terrà per sè solo il 10% dell'indennità, "il resto al partito e agli avvocati che difendono i compagni nei guai con la giustizia"... e che dovranno difendere anche lui. Gli bastano le rendite che papa' e mamma' gli hanno intestato. Gli appartamenti, gli oltre 35 terreni (tra vigneti e pascoli), i possedimenti in Calabria che compongono una visura catastale di 7 pagine che il miliardario proletario si tiene ben stretti.

Guardo la faccia laida dell'on. Caruso e penso che questa sinistra mi fa schifo. Ma non così per dire; proprio schifo schifo.
Credo sia la peggiore sinistra d'Europa: vile, ipocrita, falsa, attaccata al potere del quale ha sempre conservato i privilegi; l'unica sinistra incapace di esprimere un leader riformista credibile e costretta ad affidarsi ad un vecchio boiardo di Stato democristiano che tra una seduta spiritica e l'altra rappresenta una delle figure più corrotte e inquietanti della storia del nostro paese.
Perché il problema è anche questo: l'assenza di una sinistra decente. Oggi che la classe operaia è andata in paradiso, ci ha lasciato l'eredità di un comunismo senza più comunisti; la caricatura di ciò che la storia ha buttato nella spazzatura della memoria; un comunismo che non ha più proletari da riscattare ma solo interessi da tutelare e balordaggini intellettuali da rivendicare. Un comunismo che ha perso operai e lavoratori e si è tenuto sindacalisti, intellettuali, figli di papà che giocano alla rivoluzione, burocrati della pubblica amministrazione... insomma il peggio di questa Italia. Un comunismo che ama a dismisura il capitale ma odia i capitalisti, che non nutre più una coscienza di classe (che quel pazzo profeta di Céline aveva già capito nel '38 che era solo una "demagogica fottitura") ma solo l'odio ideologico e lo snobismo. Un comunismo che del vecchio senso storico,
come prevedeva Karletto (Marx), si è tenuto la farsa... dopo la tragedia.
Forse ha ragione Filippo Facci quando scrive: "Caruso non esiste, rendiamocene conto, è di una pochezza impressionante, esiste al limite la sotto-sotto-sotto galassia che abbiamo deciso che lui rappresenti perché ogni tanto sfascia qualcosa ma soprattutto perché noi abbiamo bisogno di facce"... e che facce! Ma Caruso è lo specchio di questa sinistra italiana senza progetto, carica di contraddizioni, che ama le piazze ma anche i salotti confindustriali; legata al filo doppio del potere e sempre in lotta al fianco di chi il potere già ce l'ha.

Guardo quella faccia arrogante, livorosa, carica di odio ideologico e ci vedo lo specchio di un'Italia irreale, che esiste solo sui giornali e mi consolo pensando all'altra di Italia: quella sommersa, nascosta, invisibile agli intellettuali, ai giornalisti, ai sondaggisti. L'Italia che Paolo Mieli non conosce, che Dario Fo non capisce, che D’Alema non considera, che Rossana Rossanda disprezza, che Caruso aggredisce; ma è l'Italia che garantisce a tutti loro libertà, civiltà e benessere. L'Italia della gente normale. L'Italia che entra nel dolore e nelle grandi questioni che la storia pone con la semplicità del buonsenso, della dignità e dell'amore... e che sta nelle parole della mamma del capitano Ciardelli: "prego Dio che protegga tutti i ragazzi che sono laggiù in Iraq. E che devono rimanerci, perché il terrorismo va combattuto e sconfitto" .
E mentre questa parte del paese, piange i nostri soldati caduti a Nassiriya, per la pace... al pacifista che spera in un'inesistente Guerra Mondiale Permanente per dare un senso all'inutilità di una politica ipocrita; che non crede sia doveroso dedicare neanche un minuto di silenzio ai soldati di quel paese che ora lui dovrebbe rappresentare; che strizza l'occhio ad Hamas; che si accompagna a quelli che brindano per ogni americano sgozzato e per ogni italiano saltato in aria su una mina; che parla di repressione dentro un sistema che permette a lui e ai suoi compagni nullafacenti di fare e dire quello che vogliono... a lui e a quelli come lui che oggi governeranno il paese, noi che siamo comunque gente di onore, facciamo gli auguri per il nuovo incarico istituzionale al servizio della nazione. All'on. Francesco Caruso, parlamentare della Repubblica Italiana: in bocca al lupo... balordo!

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21 aprile 2006

... e adesso organizzatemi la felicità!

Non ci sono più scuse: la Cassazione l'ha decretato e, malgrado voi rosikoni di Tocqueville, il nostro Paese ha voltato pagina: è bastato poco, un semplice annuncio et voilà... il latte per i bambini non finisce più alla quarta settimana e l’Italia è tornata ad essere la sesta potenza economica del mondo. Pasqua è passata, pasquetta pure, il rientro c'è stato, il Governo sarà forte, il Caimano non ha ancora telefonato ma presto lo farà… Hamas invece si... Bush sta per fare il numero con la mano lordata di sangue e Diliberto correrà a rispondere. Nel frattempo Moretti ha parlato… e ha detto che ora spera che ci sia un Ministro dei Beni Culturali più competente; Moretti non sa che al peggio non c’è mai fine… un po' come per i suoi film. Insomma l’Italia ha ricominciato a vivere dopo 5 anni di regime. Ora non ci sono più scuse. E quindi io accampo il mio diritto di cittadino lusingato: ora voglio che Prodi mi organizzi la felicità! Lo pretendo, lo esigo, me lo ha promesso. Altro che quelle cazzate sull'Ici, sulla legge Biagi, la Presidenza della Camera, il Quirinale; è la felicità ciò che serve all'Italia... una bella felicità organizzata, pianificata, determinata, burocratizzata. Istituisca un Ministero alla Felicità, chiami a sè esperti, intellettuali... organizzi un concorso internazionale, riconverta uno dei 15.000 consulenti di Veltroni insomma... insomma decida lui ma io ora voglio la mia porzione di felicità organizzata. Tenga fede a quell'impegno preso davanti a milioni di telespettatori: come crede lui... ha carta bianca, forte di una maggioranza netta e indiscussa: mi dia in prestito la Ferilli per 12 ore, mi mandi la Lazio in serie B, mi spedisca Caruso a Cuba…faccia quello che vuole ma mi organizzi questa benedetta felicità.

“State sicuri, voi che mi avete votato e anche voi che non mi avete votato, che io sarò il Presidente di tutti gli italiani, tutti!”. Qualcuno l’ha letta come una minaccia; invece è il senso di desiderio frustrato di uno che non riesce ad essere il presidente dei suoi… e vuole essere il presidente di tutti. Ma io lo prendo sul serio... ho fiducia in quel volto bonario... in quegli occhietti strizzati che sembrano cattivelli ma non lo sono affatto. Quindi se è anche il Presidente mio, che non l'ho votato, vuol dire che non ci sono preferenze... e che anche io ho diritto alla mia dose di felicità organizzata. E non facciamo che ora chi ha la tessera della CGIL ha diritto a più felicità degli altri... come succede per i posti di lavoro nel Comune di Roma.
Prodi ha detto altro... e mi ha colpito nel cuore: "governeremo. Lo vogliono gli elettori di 5 continenti"; qualcuno pensava che si sarebbe limitato ad unire il Paese… invece no: vuole unire il mondo… da trastevere a brokkolino tutti uniti nell’Ulivo... perché la felicità non ha confine, supera popoli e nazioni. Vuoi vedere che hanno ragione i miei amici diessini quando dicono che il quoziente intellettivo di Prodi è inversamente proporzionale alla sua megalomania?
Devo dire la verità… abbiamo atteso a lungo l’annuncio… e anche temuto che qualcuno il naso tra le 600.000 schede annullate ce lo ficcasse veramente. Le occhiaie arcobaleno di quella lunga notte a S.S. Apostoli ce le siamo già scordate: Fassino che brindava con mestizia, Rutelli che non si era tolto nemmeno l’impermeabile convinto che tanto sarebbe finita presto; l’unica contenta era la Sbarbati dall’alto del suo 0,1% aveva l'aria di quella che sa che un'occasione del genere è difficile che gli ricapita. Poi il Presidente di tutti gli italiani ha confermato il suo programma, incisivo e riformatore: "Pace, armonia e serietà"; ...azzo, ...azzo e ...azzo. E voi che dite che non ha un progetto per il paese; sarà spettacolare vedere Rita Levi Montalcini correre zoppicante al Senato a votare la legge sull’armonia; o il senatore dell’Oceania arrivare trafelato con la valigia per votare un ddl sulla serietà. Ma niente ironia maledetti tocque-villani…qui si volta pagina sul serio… è la nuova "primavera del Paese", che detto da uno che faceva il ministro nel 1978 è dura da digerire.

Il bollettino del Maresciallo Diaz è stato puntuale e chiaro:
11 Aprile 2006 - Ore 19:08
"Care amiche, cari amici, La PrimaVera è arrivata!
L’Italia ha scelto di guardare al futuro con ottimismo e serietà e lo ha fatto con forza, con convinzione, con gioia. Sono tante le sensazioni che provo mentre scrivo queste parole. Gratitudine, emozione, felicità. Il vostro è un voto che unisce, un voto che testimonia la voglia di “esserci”. E quando c’è partecipazione non ci può essere preoccupazione.La responsabilità alla quale vengo chiamato è alta e storica. Il Paese non può permettersi altri cinque anni di indecisioni e di scelte sbagliate. E tra gli abbracci e i sorrisi si fa strada, forte, il mio primo pensiero, quello di fare in modo che non ci siano più due Italie, quella dei “pochi” e quella degli “altri”.Viviamo in un grande Paese che da oggi è un Paese “nuovo”. Anche e soprattutto grazie a voi. Un’Italia di tutti che apre le sue braccia al mondo, forte della sua tradizione, dei suoi valori e delle sue idee. Saranno cinque anni meravigliosi. E, insieme, restituiremo davvero il sorriso al Paese. Grazie di cuore".
Romano Prodi

Incorniciate questa cazzate… le ha scritte sul suo blog ... per poi eliminarle forse per decenza. Noi ce le siamo conservate per ritirarle fuori tra 12 mesi al massimo... quando tornerà l'inverno... felicità permettendo!

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14 aprile 2006

il genio e l'imbecille

Giorgio De Chirico, il figliol prodigo, 1929"Il genio è un promotorio che si protende verso il futuro", diceva Victor Hugo. Per questo il genio non è preso mai sul serio… neanche quando dice che chi vota un imbecille... in fondo in fondo un po’ "coglione" lo è.

In queste ore l’imbecille si è giocato il tutto per tutto con volgarità, pesantezza, violenza verbale, arroganza, cattiveria, mancanza di stile e di dignità. Ha accorciato i tempi del buon senso perché ha avuto paura che qualcuno ci ripensasse e riflettesse seriamente su questo risultato elettorale. Si è autoincoronato imperatore delle Indie in una piazza fredda dentro una notte triste, fingendo di non morire di rabbia per una vittoria quasi sfumata. Doveva vincere con 4 gol di scarto, si è ritrovato a segnare un gol al 90° con un fallo di mano... ma la politica non è una partita di calcio e alla lunga si rischia di non prendere neanche i tre punti. Doveva diventare il liberatore del paese… è finito dentro la prigione delle sue contraddizioni. Doveva sconfiggere il drago del berlusconismo declinante, è rimasto col sedere scottato da una fiammata imprevista. L'imbecille sa di aver perso le elezioni che aveva ormai vinto; sa che la sua leadership già scricchiola; sa che in realtà l'altro, il genio che tutti davano per finito, ha vinto perdendo e lo ha fregato; sa che mugugnano diessini e margheritini; sa che i poteri forti ora sono molto arrabbiati con lui; sa che “organizzare la felicità” con due senatori in più sarà praticamente impossibile.

Il genio invece, ha aspettato un giorno e mezzo per parlare e ha spiazzato tutti. Ha dettato le regole ai suoi avversari pure da sconfitto, offrendo al Paese un proposta responsabile che l’imbecille è stato costretto a rifiutare per non perdere ruolo, alleanze e quel simulacro di potere che crede di avere. Non aveva altra scelta perché il genio, con una mossa a sorpresa, gli ha buttato addosso il peso e la responsabilità del fallimento futuro di un governo nato già morto.
Il genio è Berlusconi, l'imbecille è il suo rivale.
L'imbecille sa che Berlusconi può permettersi di non fare il Presidente del Consiglio perché rimarrebbe comunque al centro dei processi politici, come leader rafforzato di una coalizione che in realtà è uscita vincente e come capo del primo partito. Sa che sarà sempre lui a determinare scelte, indirizzi e a definire la sua successione e gli sviluppi verso il partito unico del centro-destra.
Al contrario l’imbecille sa di non contare nulla se non fa il Presidente del Consiglio, perché ha una coalizione indebolita e un progetto centrista praticamente defunto; perché non ha un partito; perché la vittoria perdente del centro sinistra è colpa sua e della sua impresentabilità; perché chi lo ha votato non ha votato a favore suo ma contro Berlusconi; sa che se non dovesse fare il Presidente del Consiglio o torna a fare le sedute spiritiche o scappa in bicicletta ma comunque è finito, perché nessuno dei suoi compagni di merende se lo terrebbe vicino un minuto di più.
In cuor suo sa che Berlusconi è un genio… e per questo lo odia. In cuor suo non sa di essere un imbecille e per questo si prende sul serio.

Al Cavaliere servirà solo mantenere la calma. La sua offerta di collaborazione non è caduta del tutto nel vuoto; ci sono ambienti più scaltri dall'altra parte, che conoscono le dinamiche della politica e sanno che governare ostaggi di un'opposizione è peggio che non governare, perché rischiano che loro ci mettono la faccia e l'agenda la continuino a dettare gli altri. L'occasione di riunire veramente il Paese è tramontata solo perché l’imbecille ha bruciato i tempi con dichiarazioni affrettate e irrazionali e il centrosinistra ha dovuto rifiutare prendendosi la responsabilità dell'ingovernabilità quando si arriverà a fare sul serio. Quelli che dall'altra parte pensano la politica sanno che, se le cose dovessero andare male, rischieranno di ri-trasformare gli sconfitti nei salvatori della Patria; e a quel punto non sarà neanche più importante che il genio giochi in prima persona la partita perché potrà aver già deciso il suo successore. Al Cavaliere basterà restare alla finestra e aspettare che il primo ritardo di aereo dal sudamerica o dall'oceania trascini il cadavere della nuova "primavera ulivista".

Per l’imbecille questa vittoria è una sconfitta. Per il genio, se saprà avere calma e sangue freddo, questa sconfitta potrà diventare più di una vittoria...

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13 aprile 2006

E' arrivato il primo riconoscimento internazionale al Governo Prodi.... da Hamas!

Ramallah, 13 apr. - (Aki) - Il ministro palestinese degli Affari Esteri, Mahmud al-Zahar, si è congratulato con il leader del centro-sinistra Romano Prodi per la vittoria alle elezioni politiche italiane. Zahar, che ha definito una "posizione positiva" quella di Prodi verso il nuovo governo palestinese guidato da Hamas, ha sottolineato "il coraggio e la spiccata coscienza politica" del Professore. Qualità, queste, che secondo Zahar potrebbero contribuire a "convincere quei paesi dell'Unione Europea ancora indecisi se continuare a sostenere il popolo palestinese e mantenere i contatti col suo governo democraticamente eletto". Il ministro palestinese si è poi augurato che ''Prodi riesca a correggere l'errato assunto politico europeo nei confronti del popolo palestinese e del suo governo eletto e che ciò si traduca concretamente nel rispetto per l'autodeterminazione del nostro popolo e l'accettazione della sua scelta democratica".
(Arf/Aki)
13-APR-06 11:43


eppoi dite che Prodi non ha prestigio internazionale...rosikoni!

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12 aprile 2006

le carré a ruota libera... l'indecenza della libertà.

"Se vivessi in Italia voterei per Berlusconi e per il centrodestra. Sarebbe una scelta convinta, non esiterei neppure un attimo". Il Cavaliere è "una personalità unica, straordinaria. Mi ha sempre affascinato la sua storia di imprenditore che crea un impero televisivo, diventa dal nulla uno degli industriali più potenti d'Europa, e a un certo punto sceglie la politica, inventa un partito che non esisteva, e in poche settimane arriva al governo vincendo le elezioni. Trovo tutto questo un vero prodigio italiano, una specie di grande vicenda rinascimentale".
Su Alleanza Nazionale: "è una delle grandi sorprese di questi anni del governo Berlusconi. Tutti dicevano, almeno in Inghilterra, ma pure in Francia in Germania o negli Stati Uniti: «Sono andati al potere i post fascisti, gente poco incline alle regole democratiche, persone pericolose, inaffidabili». E invece proprio il partito di Fini ha mostrato, mi pare, una grande intelligenza e lungimiranza politica".
Sul "coglioni" detto agli elettori di Prodi: "Beh, mi sono divertito come un matto. Penso che si tratti di una trovata a effetto, di un altro colpo di genio di questo straordinario personaggio. Ma ha visto cosa è successo? Tutti a parlare di questo, in tutta l'Europa".
Su Romano Prodi: "Ho imparato a conoscere Prodi come presidente della Commissione europea. Una gestione di assoluta inconcludenza, che ha acuito ancora di più la distanza fra le istituzioni di Bruxelles e i cittadini europei. Prodi, con i suoi continui appelli alla serietà, con la sua aria da professore che alterna il sorriso bonario al tono di chi sta facendo lezione al mondo intero, le confesso che mi dà tristezza, mi annoia. Il contrario esatto di Berlusconi".


John Le Carré intervistato da Il Tempo, domenica 9 aprile 2006

03 aprile 2006

ma guarda un po'... anche il dalai lama è un teo-con.

Qualcuno porti i sali a Richard Gere... please. The Daily Telegraph pubblica un colloquio di Alice Thomson con il Dalai Lama ... e La Stampa che fa? Ne riprende le parti più scottanti e le sbatte addirittura in prima pagina? Eppoi dicono che i giornali sono contro Berlusconi.
Questa intervista non ci voleva proprio. Il Dalai Lama capite? A una settimana dal voto......il leader spirituale dei progressisti di tutto il mondo. La guida della religione più tollerante, democratica, pacifista, arcobaleno... mica come quel reazionario di Ratzinger e della sua Chiesa... con quella dottrina disumana e oscurantista. E cosa ti fa 'sto sant'uomo del Dalai? Si mette a dire cose che uno si aspetta di leggere sui documenti della Congregagzione per la Dottrina della Fede o al massimo sul Manifesto per l'Occidente di Marcello Pera.

Ma Capezzone che fa non interviene contro questa ingerenza... monacale?
In sintesi il Dalai Lama è contro l'omosessualità perché il sesso serve fondamentalmente alla procreazione:"Una coppia gay mi è venuta a trovare, cercando il mio appoggio e la mia benedizione. Ho dovuto spiegar loro i nostri insegnamenti. Una donna mi ha presentato un’altra donna come sua moglie: sconcertante. Al pari dell’uso di certe pratiche sessuali fra marito e moglie. Usare gli altri due buchi è sbagliato"... più chiaro di così... "(...) lo scopo del sesso è la riproduzione, secondo il buddhismo. Gli altri buchi non creano vita. Non posso condonare questo genere di pratiche" ... e dagli.
Difende il matrimonio: "troppe persone in Occidente hanno rinunciato al matrimonio. Non si rendono conto che si tratta di sviluppare reciproca ammirazione, profondo rispetto, fiducia, e consapevolezza dei bisogni di un altro essere umano. Le relazioni che vanno e vengono con facilità rendono più liberi ma meno appagati" .
E' contro l'aborto: "incontro donne che in passato hanno abortito perché pensavano che un figlio avrebbe rovinato le loro vite. Un bambino sembrava loro insopportabile, ma adesso sono diventate più vecchie e incapaci di concepire. Mi sento così triste per loro" .
Critica la troppa libertà in Occidente: "non penso che la gente sia diventato più egoista, ma le esistenze sono diventate più facili e questo le ha rovinate. Resistono di meno, si aspettano di più, si comparano gli uni con gli altri ed hanno troppa scelta - che non porta la libertà reale" .
E ne riconosce la debolezza: "l’Occidente oggi è debole, non sa fronteggiare le avversità e ha poca compassione per gli altri".
Vede il pericolo del fondamentalismo: "Il fondamentalismo è terrificante perché è basato sull’emozione anziché sulla ragione. Impedisce alle persone di pensare da individui e di perseguire il bene del mondo".
E' rimasto sconvolto alla notizia che gli attentatori di Londra erano kamikaze nati in Inghilterra:"In any country or society, there will be rich, poor, different races, different religions - but this is all secondary. Your country should be your common ground".
Pensa che Bin Laden non vada ucciso... sarebbe controproducente: "If there is one Bin Laden killed today, soon there will be 10 Bin Ladens".

Non condivide la guerra in Iraq perché "il metodo è stato troppo violento. La violenza è sempre imprevedibile e può produrre una gran quantità di problemi".
Non ha particolare simpatia per Tony Blair: "He smiles a lot".
Mentre ne ha tanta per George Bush... e per i suoi biscotti: "E' molto schietto. Nel nostro primo incontro mi trovai davanti a un vassoio pieno di biscotti. Il Presidente Bush mi offrì immediatamente i suoi preferiti e da quel momento ci siamo intesi. Nella visita successiva non se la prese quanto io fui perentorio riguardo alla guerra. E nella terza occasione, nello Studio Ovale, fui sorpreso dalla sua conoscenza del buddhismo".

Insomma... non c'è proprio più religione...

comunismo = nazismo? Per il Consiglio d'Europa ni... anzi si!

Camilian Demetrescu, omaggio al detenuto politico

Mr. Goran Lindblag è un sorridente deputato svedese del PPE il quale, credo, sappia ben poco delle liti in diretta tra Bertinotti e la Bonino. Il suo nome però è legato ad uno storico documento approvato il 25 gennaio scorso, dal PACE (l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa) che raccoglie i rappresentati di 46 paesi europei, dall’Irlanda alle Repubbliche caucasiche. Il documento, dal titolo “Need for international condemnation of crimes of totalitarian communist regimes” detta le linee di condanna dei regimi comunisti europei e traccia (per la prima volta in Europa), il percorso da adottare affinché si possa realizzare una riconciliazione con le vittime di quei sistemi.
La risoluzione, partendo dalla considerazione della scarsa consapevolezza nell’opinione pubblica internazionale circa la reale portata dei crimini commessi dal comunismo in Europa, specifica che: "The violations have differed depending on the culture, country and the historical period and have included individual and collective assassinations and executions, death in concentration camps, starvation, deportations, torture, slave labour and other forms of mass physical terror".
Pur riconoscendo il ruolo svolto da alcuni partiti comunisti europei nell’acquisizione della democrazia, invita gli attuali partiti comunisti o post comunisti degli Stati membri del Consiglio d’Europa a “riesaminare la storia del comunismo e il proprio passato (...) e a condannarli senza ambiguità”.
Ricorda inoltre che: "
The fall of totalitarian communist regimes in Central and Eastern Europe has not been followed in all cases by an international investigation of the crimes committed by them. Moreover, the authors of these crimes have not been brought to trial by the international community, as was the case with the horrible crimes committed in the name of National Socialism (nazism)".
Nelle conclusioni si afferma infine che:
"L’ideologia comunista, dovunque si è realizzata, sia in Europa che altrove ha prodotto terrore, crimini e violazione dei diritti umani su larga scala. Nell’analizzare le conseguenze di questa ideologia non si possono ignorare le somiglianze con un’altra ideologia del ventesimo secolo, vale a dire il nazismo. Anche se reciprocamente ostili, questi due regimi hanno avuto un certo numero di caratteristiche comuni (...).Tuttavia, mentre il carattere criminale dell'ideologia nazista e del rispettivo regime è stato riconosciuto da almeno mezzo secolo ed i suoi capi e responsabili giudicati pubblicamente, l’ideologia ed i regimi comunisti non hanno incontrato una reazione paragonabile".
La condanna in realtà non si limita solo al dato storico dei regimi, ma investe le caratteristiche intrinseche dell’ideologia che lo stesso Lindblag ha definito
"perversa".

In Italia la notizia è ovviamente passata sotto silenzio per non disturbare gli alleati ex-post-neo comunisti dei padroni del vapore che gestiscono l'informazione.
Ma una minima difesa d'ufficio dell’indifendibile, è stata affidata a Rina Gagliardi… l’occhialuta paleocomunista di Liberazione. La poverina, dopo essere quasi “sobbalzata dalla sedia” alla ferale notizia e dopo aver scomodato il sempreverde senatore McCarthy (magari ci fosse stato in Europa...) ha raccolto le idee e ci ha lasciato una serie di riflessioni straordinarie per farci comprendere la deriva psicologica dei comunisti del nuovo millennio, concludendo con una neanche tanto velata minaccia: "(...) Finchè ci sarà il capitalismo, e la sua regressione sociale e civile, finchè il profitto muoverà il mondo, l'economia, i mercati, finchè ci saranno "ingiustizie" e disuguaglianze, finchè le bestie del nazismo, del razzismo e dell'antisemitismo continueranno ad allignare, caro Lindblag e cara Europa, là ci sarà un comunista".
Finché ce ne sarà uno ci preoccupiamo poco; resta la speranza che un giorno Rina Gagliardi e i suoi compagni abbiano il coraggio di andare a dire queste scemenze… per esempio
qui dentro.