25 ottobre 2005

le città perdute

CorvialeHa ragione Celentano, altro che! Come fate a non vedere queste cose oscene, il degrado delle nostre città, il loro volto deturpato dai condoni selvaggi di questa subcultura reazionaria. Eppure era tutto così bello fino a 5 anni fa: la natura rigogliosa, il senso civico, le periferie ordinate, i vialetti puliti, quel senso di armonia che faceva tanto “Citta del Sole”. A Milano c'erano i Navigli, la via Gluck bella come non mai: ad Alessandria c'era la Biblioteca, a Rodi il Colosso e Atlantide stava ancora li quando non c'era Albertini. Eppoi Roma, Genova, Torino, Milano…Dio come erano belle prima che arrivasse Berlusconi. Oggi è tutto perduto… maledetto Cavaliere; con i suoi condoni edilizi ha devastato i nostri quartieri frutto di anni, anni, anni di governi illuminati e colti.
Dov’è finita quella straordinaria puzza di Le Corbusier che faceva tanto moderno? Ho nostalgia per le scatole grigie che addolcivano le metropoli italiane… i loculi della mia infanzia: Corviale a Roma, lo ZEN a Palermo, il Gallaratese a Milano, il Biscione a Genova (che non si pensi lo abbia costruito quello speculatore condonista ammazzapaesaggi del Berluska; lui al massimo ha costruito Milano 2…una vera città-giardino con tutto quel verde, quei giardini quelle abitazioni a misura d’uomo…bleah che schifo!), o le famose Lavatrici a ripulire le colline liguri. Insomma rimpiango quegli alveari progressisti, straordinari esempi di architettura moderna e sociale, lucida espressione di una cultura che veniva dal popolo ed era per il popolo. Il prodotto più limpido delle amministrazioni rosse e bianche, degli architetti solo rossi e dei palazzinari di tutti i colori; di quel comunismo dal volto umano che non mandava la povera gente a morire nei gulag ma a vivere dentro Corviale… che è quasi uguale.

Renato Nicolini, ex assessore capitolino (famoso per aver inventato l’Estate Romana) glie l’ha cantata chiara a questi reazionari. Pochi giorni fa dai microfoni di Radio Rai ha detto: “Corviale è una bellissima architettura, è la gente che ci abita che la rovina”. Per questo, quando qualche anno fa, i giovani architetti di Agenzia per la Citta’ (un’associazione oscurantista che da anni combatte contro il degrado delle città italiane) proposero di abbatterlo per ricostruire al suo posto un quartiere tradizionale con più case-giardino e meno celle frigorifere, lui si oppose con tutte le sue forze: Corviale non si tocca…se dobbiamo abbattere qualcosa abbattiamo i suoi abitanti.
Parole sante, degne di un celentano di prima categoria.
Qualche fetido reazionario ha chiamato tutto ciò architettura socialista, moduli collettivisti…nnnnno niente di tutto questo. Ca-po-la-vo-ri, dell’ingegno umano ecco cosa sono, risultato di anni di riflessione ideologica, di autoanalisi di massa, di dibattiti in sezione, di ferrea dottrina egualitaria.
Qualche anno fa a Roma la giunta Rutelli, illuminata da strateghi in pensione, stava per buttare qualcosa come 10 milioni di mc di cemento a Tor Marancia, nell’area dell’Appia Antica. Se non ci fossero stati quegli ignoranti di cittadini incazzati, capeggiati da un capopolo di nome Fabio Rampelli, oggi nel parco archeologico più grande d’Europa, ultimo lembo di putrida campagna romana, sorgerebbe una città grande come Sondrio. E invece niente: al posto di splendide montagne di cemento ci tocca vedere ancora la Tomba di Cecilia Metella.
E’ superfluo dire che noi uomini e donne impegnate per una società più libbbera e civile stavamo dalla stessa parte degli ecologisti di governo, dei palazzinari, dei giornalisti, dei satrapi da salotto. Mentre dall’altra parte, la plebe ignorante e passatista difendeva un angolo di verde ed un pezzo di memoria storica.
E’ superfluo dire che di tutto questo, Celentano non sa un cazzo.

P.S.: il comunismo si sa è dalla parte dei poveri; il fascismo si sa era dalla parte dei ricchi e della borghesia. Il problema è che i poveri non sono mai stati tanto male come sotto il comunismo… ironia della storia si dirà. Forse. A Roma il fascismo ha odiato talmente i poveri che quando si è trattato di costruire un quartiere per loro, ha costruito la Garbatella vecchia, una delle zone più belle di Roma, più suggestive, ancora oggi studiata in tutta Europa per la sua qualità urbanistica.
Il PCI, al contrario, ha amato i poveri così tanto che prima li ha trasformati in proletari e poi ha costruito per loro Corviale e Laurentino 38, quartieri che oggi quei poveri stessi vorrebbero buttare giù… ma purtroppo sono stati condonati... e non da Berlusconi

18 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Sono d'accordo. E che dire dell'esterofilia dei sindaci progressisti? Basta citare Rutelli e Veltroni fra tutti. Hanno speso milioni di euro per l'Ara pacis affidando un orrido progetto all'architetto americano Meier. E adesso quell'orrore è lì. Per sempre. La destra ha protestato ma non riesce mai ad essere incisiva.

ottobre 25, 2005  
Anonymous Anonimo said...

Hai detto tutto... manca solo qualcosa sulle nostre chiese, una volta simbolo dell'elevazione verso l'alto un luogo dove ognuno di noi fosse potesse avvicinarsi al Suo Dio per parlare con lui. Adesso nelle nuove zone (non costruite e condonate da Berlusconi) ci sono delle chiese che sembrano bunker, che hanno soffitti bassi e mura di cemento armato... una volta dovevo andare a un funerale e ho girato per mezz'ora intorno alla chiesa perchè non riuscivo a trovarla poi ho visto una piccola croce su un "bacarozzo" grigio e basso... il materialismo marxista ha colpito anche lì.

ottobre 26, 2005  
Anonymous Pasticca said...

Caro Martin Venator, tu mi vuoi provocare!!! Ebbene, sia!!!
Primo: vorrei sapere dove abitano i signori professori (perchè la maggior parte di loro sono onorati professori universitari-ma che c.... insegneranno a 'sti studenti? Viva la Moratti!!!) che costruiscono questi scempi/mostri/esperimenti. Nicolini è cresciuto in Prati, uno dei quartieri più belli e... borghesi di Roma, lo stesso dove abita adesso D'Alema e chissà quale altro komunista. E gli architetti quali quartieri scelgono per vivere?
Questi signori del brutto vengono pagati fior di quattrini per fare quello che fanno. Ma invece di dargli quegli sporchi soldi (ops... scusate, dimenticavo che solo i soldi di Berluska sono sporchi. Puzzano tanto, ma tanti glieli invidiano!!!) perchè non li pagano con un appartamentino nei mostri che progettano e poi li obbligano ad andarci ad abitare? Certo darebbero lustro al quartiere e ai suoi abitanti, oppure, visto che brutto chiama brutto, si abbrutirebbero pure loro (ma che male ha fatto 'sta gente!!!). Chissà se ci sono degli studi scientifici sugli effetti che il luogo dove si vive ha sui suoi abitanti.
Terzo: sto subendo in prima persona questa ipocrisia komunista. Sotto casa mia stanno costruendo un nuovo mostro. Lo chiamano albergo/centro commerciale. Sta davanti alla stazione di San Pietro, a Roma ovviamente. Risultato: chiunque scenderà dal treno, invece di vedere per prima cosa il cupolone, si vedrà precipitare addosso un blocco monolitico di vetro e cemento con delle sporgenze appuntite (forse frutto di una frustazione perversa, chi lo sa? Poverino!!!). Viene da pensare che gli amministratori prediliggano gli interessi di voraci speculatori edilizi piuttosto che quelli dei cittadini. Che schifo!!!
Lancio una proposta: perchè non si invitano gli ospiti di questo blog a raccontare dei mostri che ci sono nei loro qaurtieri? Potrebbero anche dire come è cambiato il quartiere e la vita dei suoi abitanti, se l'hanno vissuta in prima persona. E magari ci raccontassero se sono stati costruiti negli ultimi 5 anni o in tempi di komunismo. E se sanno anche chi sono i progettisti. E vediamo cosa ne esce fuori.

ottobre 26, 2005  
Anonymous Starsailor said...

Quoto appieno il tuo PostScriptum! ;)
Ciao!

ottobre 26, 2005  
Anonymous Arte et Marte said...

Carissimo, io farei un po’ d’ordine..Innanzitutto non ho visto Celentano, dunque mi scuserete per non entrare nel merito dei suoi deliri. Nel merito sì, ci entro, quando vedo traccia di minestrone ideologico (e che il minestrone in questione dia legnate a chi ne merita non cambia, purtroppo, i termini del problema). Il punto che il buon Martin solleva, riguardo all’architettura abitativa in Italia e non solo, è più che condivisibile: gli scempi di cui sono piene le nostre periferie sono una prova fin troppo evidente dell’idiozia concettuale, oltre che di principio, di tutti quei presunti artisti della matita sinistroidi che hanno – bestemmia! – piegato le esigenze del bello e della forma alle loro cervellotiche allucinazioni ideologiche. Le sciocchezze di Nicolini sono solo la logica conseguenza di una visione malata dell’uomo e del suo rapporto con la società e, alla fine dei conti, riportarle non squalifica tanto lui quanto gli esseri umani come specie: riuscire a concepire un pensiero tanto subumano è l’indizio di un decadimento probabilmente irreversibile. Fin qui andiamo d’amore e d’accordo. Ci andiamo molto meno quando la “buttiamo in caciara”. Negare l’evidenza è infatti uno sport che non mi diverte: insomma se vogliamo convincerci (o convincere qualcun altro, che sarebbe molto meglio) della validità dell’attività e delle riforme del Governo io, sinceramente, per istinto di autoconservazione, non inizierei il peana dissertando sul concetto di legalità. Riferirsi ai condoni, a chi ne è responsabile e a chi no, non credo ci torni molto utile. Se c’è una cosa che non si può proprio negare, infatti, è che siano piovuti dal cielo ad ogni occasione, insieme ad altri provvedimenti geniali che hanno contribuito a smantellare quel poco di senso civico che aveva resistito nel Paese a dispetto delle bordate comuniste; e, sinceramente, me ne frego che anche prima fosse così o quasi: se su qualcosa c’era la necessità di puntare forte, di non abdicare era ed è, datemi retta, la difesa della legalità e del suo valore imprescindibile per la società. E su questo abbiamo mollato e mollato di brutto. Abbiamo mollato così tanto che adesso questo scomodo fardello ce lo stanno sfilando sotto gli occhi e senza che nessuno se ne preoccupi particolarmente. Ce lo sfilano da sinistra (da parecchio a sinistra) e ce lo sfila uno che sembra aver capito perfettamente come farne uso. Ce lo sfilano da Bologna e con tutti i crismi: se Cofferati a Otto e Mezzo può permettersi di far fare la figura dell’idiota ai suoi ex compagni proclamando a gran voce che “sì, certo, la legalità è un concetto di sinistra” permettete che mi girino le palle?

ottobre 26, 2005  
Anonymous zanzara said...

Io abito vicino a Celentano,ha una megavilla che occupa un'intera collina e un contenzioso con alcuni dipendenti perchè non li pagava. Il difensore del popolo.

Il degrado edilizio risale agli anni '60 quelli del boom economico e dei quartieri operai cresciuti come brutti funghi in tutte le periferie.
Incolpare Berlusconi e Albertini è surreale.

ottobre 26, 2005  
Blogger Otimaster said...

Ti sei perso il virgolone a Bologna, forse da abbattere assieme alle baraccopoli ci sarebbe anche quello. La sostanza del discorso è come tu dici che i comunisti amano i poveri, li amano così tanto che fanno di tutto perchè rimangano tali e si veda che lo sono, altrimenti a chi potrebbero estorcere voti promettendo tempi migliori.
Un saluto

ottobre 27, 2005  
Blogger akelathewolf said...

deh, caro Martin...
...se pensi che la giunta in cui operava l'ass. Nicolini, ha distrutto l'azienda di mio padre, portandolo a mettersi una pistola alla tempia 10 anni fa...
...e pensare che ancora oggi le agenzie immobiliari spacciano gli appartamenti di Talenti come costruzioni sue anche quando non non lo sono... ...solo perchè ha sempre avuto l'attenzione di fare case a misura d'uomo!! Solo perchè ha avuto il buongusto di non trascurare il Verde, solo perchè ha fatto il suo lavoro con amore per 35 anni...

febbraio 08, 2006  
Anonymous manuele mariani said...

se solo avessimo sviluppato le nostre periferie costruendo quartieri residenziali con case vere, per case intendo villette con ingresso indipendente e piccolo giardino sul retro ad uno o due piani, anche una attaccata all'altra ma almeno costruite in modo ordinato, come in inghilterra, irlanda, usa, germania, ecc.. probabilmente l'italia sarebbe ancora il più bel paese del mondo ed i suoi cittadini ci vivrebbero molto meglio.

settembre 17, 2007  
Anonymous Romina said...

Io faccio parte di quei cittadini che non hanno voluto l'insediamento di tor marancia. Distribuivamo alle 21 dei volantini esplicativi scritti e fotocopiati di tasca nostra, cassetta per cassetta. Un giorno andammo alla Fiera di Roma, nella campagna elettorale del Rutelli-2 a manifestare con palloncini verdi contro la cementificazione. Sul palco c'era Rutelli, c'era Costanzo e con me c'erano quelli che avevano votato Rutelli perchè, in quanto Verde,speravano tutelasse le aree verdi di Roma.

ottobre 02, 2007  
Anonymous Anonimo said...

imparato molto

novembre 09, 2009  
Anonymous Anonimo said...

La ringrazio per Blog intiresny

novembre 15, 2009  
Anonymous Anonimo said...

Perche non:)

novembre 23, 2009  
Anonymous Anonimo said...

Si, probabilmente lo e

novembre 26, 2009  
Anonymous Anonimo said...

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dicembre 11, 2012  
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